Glasner-Milan, ci siamo quasi: l’austriaco è il favorito numero uno per la panchina rossonera
La situazione attorno alla panchina del Milan si fa sempre più definita. Nelle ultime ore sono emersi nuovi contatti tra il club rossonero e Oliver Glasner, allenatore austriaco di 51 anni che, secondo le ultime informazioni disponibili, avrebbe dato il proprio assenso alla proposta del Milan. Un segnale fortissimo che avvicina concretamente il tecnico alla guida del Diavolo.
Chi è Oliver Glasner: un curriculum europeo di tutto rispetto
Glasner non è un nome a caso. Il tecnico nato a Wels nel 1974 ha costruito la propria reputazione internazionale con due successi europei di grande rilievo: la vittoria dell’Europa League con l’Eintracht Francoforte nella stagione 2021-22, battendo i Rangers in finale, e il trionfo in Conference League con il Crystal Palace nella stagione 2023-24. Due trofei europei che testimoniano una capacità non comune di gestire pressioni e palcoscenici importanti.
Un profilo che il Milan ha scelto con precisa consapevolezza, cercando un allenatore in grado di restituire credibilità e ambizione europea al progetto rossonero.
I contatti con Cardinale, Ibrahimović e Calvelli
I colloqui tra Glasner e il Milan si sono svolti con la triade attualmente al vertice del club: Gerry Cardinale, proprietario di RedBird Capital, Zlatan Ibrahimović nel suo ruolo di advisor, e Giorgio Furlani… In realtà, dopo la recente riorganizzazione societaria che ha visto l’uscita di Tare, Allegri, Furlani e Moncada, i principali interlocutori del club sono stati Cardinale, Ibrahimović e Calvelli. In questi summit, Glasner avrebbe dimostrato apertura e volontà di intraprendere questa avventura, mettendo da parte le altre proposte ricevute.
I nodi da sciogliere: la difesa a tre e la questione Rangnick
Non mancano, tuttavia, elementi su cui ragionare con attenzione. Glasner è un allenatore che predilige la difesa a tre, un modulo che non ha sempre esaltato le caratteristiche dei rossoneri nelle ultime stagioni. Adattare il sistema di gioco alle caratteristiche della rosa sarà una delle sfide principali del nuovo tecnico, che dovrà trovare il giusto equilibrio tra la propria identità tattica e le esigenze del Milan.
C’è poi la questione Rangnick: il tedesco Ralf Rangnick, attuale CT dell’Austria, è stato a lungo accostato al ruolo di direttore sportivo rossonero. Al momento, però, non ha ancora fornito una risposta definitiva, e il Milan deve ancora capire cosa fare in quel senso. L’operazione Glasner potrebbe quindi procedere in modo del tutto indipendente da quella legata all’ex allenatore di Lipsia e Red Bull Salisburgo, segnando una svolta rispetto ai piani iniziali.
Per restare aggiornato sulla situazione della dirigenza rossonera, puoi leggere anche: Milan, settimana decisiva per allenatore e dirigenza: Glasner e Rangnick i profili più concreti.
Il nodo Allegri: la buonuscita non è ancora chiusa
Prima di guardare definitivamente avanti, c’è ancora una questione aperta legata al passato: Massimiliano Allegri, esonerato dal Milan, non ha ancora ricevuto la piena liquidazione economica che gli spetta per la risoluzione del contratto. Una pratica burocratica che tiene in sospeso anche altri club, tra cui il Napoli, in attesa che il tecnico livornese si liberi formalmente da ogni vincolo con i rossoneri.
Il Milan riparte: fiducia nel progetto
Al netto delle difficoltà del momento — organizzative, tecniche e societarie — il Milan resta una delle squadre più iconiche del calcio mondiale. Glasner lo sa bene, e non è un caso che abbia scelto i rossoneri mettendo da parte altre offerte. La storia parla chiaro: il Diavolo ha sempre trovato la forza di rialzarsi nei momenti difficili, e questa nuova era potrebbe rappresentare l’inizio di un capitolo entusiasmante.




