Glasner, il nome caldo per la panchina del Milan
Tra le poche certezze di queste settimane convulse in casa rossonera, una sembra farsi sempre più concreta: Oliver Glasner è il principale candidato per la panchina del Milan. Il tecnico austriaco, a differenza di altri profili contattati, ha risposto positivamente alle avances del club e non ha posto veti o rifiuti. Un segnale forte, che lo posiziona di fatto come il favorito numero uno per raccogliere una delle eredità più pesanti del calcio italiano.
Come riportato nelle ultime ore, Glasner ha di fatto detto sì al Milan. Ora tocca al club fare il passo definitivo: annunciare la chiusura dell’operazione e mettere in moto la macchina organizzativa.
Chi è Oliver Glasner: il profilo del tecnico austriaco
Classe 1974, Oliver Glasner è un allenatore che ha costruito la propria reputazione in Germania e poi in Inghilterra. Con l’Eintracht Francoforte ha conquistato l’Europa League nel 2022, impresa storica per il club tedesco, dimostrando doti rare nella gestione dei grandi palcoscenici. Successivamente ha guidato il Crystal Palace in Premier League, acquisendo esperienza nel campionato più competitivo al mondo.
Il suo calcio è identificabile con precisione: pressing alto e aggressivo, recupero rapido del pallone, intensità fisica per tutti i 90 minuti. Un’impronta tattica che richiede giocatori atletici, dinamici e pronti a coprire distanze importanti. Glasner ha spesso utilizzato difesa a tre come sistema di riferimento, anche se sa adattarsi alle caratteristiche della rosa a disposizione.
Difesa a tre: implicazioni sul mercato rossonero
L’eventuale adozione di un modulo con la difesa a tre avrebbe ricadute dirette e significative sul calciomercato del Milan. Il club dovrebbe intervenire con acquisti mirati: difensori centrali con buona tecnica, terzini o esterni di centrocampo capaci di alzarsi e abbassarsi con continuità, e mezzali con grande copertura del campo.
È un cambiamento strutturale che richiederebbe non solo nuovi acquisti, ma anche una valutazione attenta dei giocatori attualmente in rosa. Alcuni potrebbero valorizzarsi con questo sistema, altri potrebbero non rientrare nei piani del nuovo tecnico.
Rangnick sullo sfondo: il dossier resta aperto
Parallelamente al dossier Glasner, rimane aperta anche la pista che porta a Ralf Rangnick. Il tecnico tedesco, attualmente impegnato con la Nazionale austriaca al Mondiale negli Stati Uniti, è un profilo che il Milan ha sondato con interesse. La sua disponibilità, però, dipende dall’avanzamento dell’Austria nel torneo: finché la sua nazionale sarà in corsa, ogni discorso si sposta necessariamente a luglio.
Il Milan, in questa fase, deve prendere una decisione netta su Glasner o Rangnick: la settimana in corso potrebbe essere davvero quella decisiva per chiudere il cerchio sulla panchina.
Il mercato attende: senza allenatore, niente strategia
Al di là del nome del tecnico, il punto centrale è uno solo: senza un allenatore e una dirigenza operativa, il Milan non può avere una strategia di mercato. Le trattative per i nuovi acquisti, i rinnovi da gestire, le cessioni da organizzare: tutto è bloccato in attesa che qualcuno possa dare una direzione chiara al progetto.
Il Milan della prossima stagione dovrà affrontare l’Europa League con una rosa profonda e di qualità. Arrivare alla prima sessione di mercato con tutti i pezzi al proprio posto non è più un lusso: è una necessità assoluta. Con Glasner in panchina e una dirigenza finalmente operativa, i rossoneri avranno tutti gli strumenti per costruire qualcosa di entusiasmante. La fiducia nel progetto Milan non vacilla — anzi, una volta risolte queste questioni organizzative, il club sarà pronto a ripartire con forza e ambizione.






