Tare parla per la prima volta dopo l’addio al Milan
Sono passati 17 giorni dall’allontanamento di Igli Tare dalla dirigenza del Milan, avvenuto il 25 maggio scorso insieme a Massimiliano Allegri, Giorgio Furlani e Geoffrey Moncada. Ieri sera, durante un evento organizzato da Old Clan, un Milan Club, l’ex direttore sportivo ha rotto il silenzio e ha parlato per la prima volta in pubblico, con parole cariche di emozione e sincerità.
“Mi sento in colpa”: la confessione dell’ex DS rossonero
Tare non ha rilasciato un’intervista formale, ma ha rivolto un messaggio diretto ai tifosi presenti, con una spontaneità che ha colpito tutti. “Mi sento in colpa”, ha esordito, “perché nell’ultima giornata non siamo riusciti a portare il Milan in Champions League”. Una dichiarazione coraggiosa, che dimostra la volontà dell’ex dirigente di assumersi le proprie responsabilità senza nascondersi dietro alibi.
L’ex DS ha poi aggiunto che, nonostante la delusione, lavorare per il Milan è stato per lui un grande onore: “Il Milan è più grande di tutti e resterà sempre nel mio cuore”. Parole che testimoniano quanto il club rossonero lasci un segno indelebile in chiunque abbia la fortuna di farne parte, anche solo per un anno.
Una stagione intensa tra acquisti, cessioni e obiettivi mancati
Tare è arrivato a Milanello a fine maggio 2025 e ha gestito una campagna acquisti tra le più movimentate degli ultimi anni, con oltre dieci nuovi arrivi e numerose cessioni. Come spesso accade in operazioni di mercato così ampie, non tutto ha funzionato come previsto. Ciò che non si può però contestare all’ex dirigente è la presenza costante e il lavoro quotidiano a Milanello per tutto l’arco della stagione.
Il risultato, purtroppo, non è stato quello sperato: la qualificazione alla Champions League è sfumata all’ultima giornata, un epilogo amarissimo che pesa su tutti coloro che hanno lavorato per il club in questa stagione.
Il lato umano di una storia calcistica
Al di là degli aspetti tecnici e dirigenziali, le parole di Tare restituiscono l’immagine di un professionista che ha vissuto con passione autentica la sua esperienza in rossonero. La commozione palpabile nelle sue parole, la voglia di chiedere scusa ai tifosi e il riconoscimento del valore immenso del club parlano di un legame vero con il Milan. Un addio che fa riflettere, e che ricorda quanto questo club sappia entrare nell’anima di chi lo vive dall’interno.






