Il Generali Stadium, il nuovo impianto che Milan e Inter costruiranno insieme, continua a far parlare di sé. Dopo la presentazione ufficiale del progetto, Rúben Amorim ha fornito ulteriori dettagli sulle cifre legate al naming rights stipulato con la compagnia assicurativa Generali, aprendo anche una riflessione sui benefici concreti che ne deriveranno per i club.
Le cifre del naming rights
Secondo quanto riferito, l’accordo con Generali porterà complessivamente 650 milioni di euro nell’arco di 20 anni. Una cifra imponente, suddivisa però tra le due società: questo significa che ogni club incasserà circa 16,5 milioni di euro l’anno dalla sola voce naming rights. Si tratta di uno degli accordi di questo tipo più redditizi dell’intero panorama europeo, un segnale della forza attrattiva dei due club e di Milano come piazza internazionale.
Non solo naming: le altre fonti di ricavo
Il naming rights è naturalmente solo una delle voci di ricavo legate al nuovo stadio. Le aspettative sono alte anche su tutte le altre entrate: biglietteria, merchandising, ristorazione, hotel e parcheggi. Un impianto di ultima generazione, concepito come una vera e propria destination experience, capace di generare flussi di cassa anche nei giorni senza partita. Il modello è quello dei grandi stadi europei — dall’Allianz Arena al Tottenham Hotspur Stadium — dove lo stadio diventa un hub commerciale e culturale attivo 365 giorni l’anno. Il progetto del Generali Stadium era stato presentato con una capienza di 71.500 posti, un dato che aveva già acceso il dibattito.
I 13.000 posti VIP e le preoccupazioni dei tifosi
Non mancano però le perplessità, soprattutto da parte dei tifosi. Il nodo principale riguarda la disponibilità di posti per il pubblico generico: su una capienza totale di circa 71.500 posti, circa 13.000 saranno riservati all’ospitalità premium (skybox, aree VIP, palchi privati), lasciando circa 58.000-59.000 posti accessibili ai tifosi tradizionali. Un numero che, pur essendo superiore alla capienza attuale di San Siro nelle partite ordinarie, lascia aperta la questione dei prezzi e dell’accessibilità.
Prezzi dei biglietti: nessuna politica definita
Al momento, il Milan non ha ancora definito una politica chiara sui prezzi dei biglietti per il nuovo impianto. Il motivo è semplice: i lavori di costruzione devono ancora iniziare, e strutturare una strategia tariffaria con anni di anticipo sarebbe prematuro. Tuttavia, le preoccupazioni dei tifosi rossoneri sono legittime e meritano attenzione: il rischio che il nuovo stadio diventi un impianto d’élite, accessibile solo a chi può permettersi prezzi elevati, è una questione che il club dovrà affrontare con trasparenza e responsabilità nel prossimo futuro.
L’entusiasmo per il Generali Stadium è grande, e le prospettive economiche sono senza dubbio positive. L’augurio è che la nuova casa del Milan sappia coniugare sostenibilità finanziaria e accessibilità per tutti i tifosi, perché uno stadio pieno di passione rossonera sarà sempre il miglior investimento possibile.




