Chi sostituisce Modric? Il centrocampo rossonero si reinventa
L’assenza di Luka Modric pesa, e non poco. Il fantasista croato è stato tra i più brillanti in casa Milan in questa stagione 2025-26, e trovare un sostituto all’altezza nelle ultime quattro giornate di campionato non sarà semplice per mister Massimiliano Allegri. Sul tavolo del tecnico livornese ci sono sostanzialmente due nomi: Ardon Jashari e Samuele Ricci.
Jashari: l’occasione da non sprecare
Ardon Jashari rappresenta la soluzione naturale. Lo svizzero di origine kosovara è stato spesso il primo cambio proprio di Modric durante la stagione, e ora si ritrova davanti a quella che potrebbe essere l’occasione più importante della sua avventura in rossonero. Acquistato per 35 milioni di euro dal Club Brugge, il centrocampista ha faticato a imporsi con continuità, anche per ragioni oggettive: un infortunio al perone subito a fine agosto lo ha costretto a saltare quasi tre mesi di stagione, rientrando soltanto a dicembre. Saltare tutta la preparazione estiva e il primo blocco di partite ha inevitabilmente condizionato il suo inserimento nel gruppo e nei meccanismi di gioco di Allegri. Davanti a lui, poi, c’era un monumento del calcio come Modric: non certo un rivale ordinario.
Ora però il campo è libero. Quattro partite per dimostrare il proprio valore e convincere la società che quei 35 milioni sono stati investiti bene. Una vetrina importantissima per il classe 2002, che ha tutto il potenziale per emergere.
Ricci: la carta della continuità
L’altra opzione è Samuele Ricci, l’ex centrocampista del Torino arrivato in rossonero per 25 milioni di euro. Il centrocampista azzurro ha collezionato più minuti di Jashari in questa stagione, e proprio per questo potrebbe rappresentare una garanzia maggiore agli occhi di Allegri. La sua intelligenza tattica, la capacità di interdizione e la visione di gioco lo rendono un profilo affidabile per gestire la cabina di regia nelle gare che restano.
Non è escluso che il tecnico scelga di alternare i due giocatori, dividendo i minuti in base alle caratteristiche degli avversari. Il calendario prevede sfide impegnative e ogni scelta avrà il suo peso specifico.
Il dato che preoccupa: un gol in quattro partite
Al di là della questione centrocampo, c’è un numero che deve far riflettere l’intero ambiente rossonero: nelle ultime quattro gare di campionato — contro Napoli, Udinese, Verona e Juventus — il Milan ha segnato un solo gol. Un dato allarmante, degno di una squadra in lotta per la salvezza, non di una big con ambizioni europee.
La fase offensiva rossonera è in evidente difficoltà e le ultime quattro giornate serviranno anche — e forse soprattutto — per ritrovare brillantezza e peso specifico in avanti. Santiago Giménez, arrivato a gennaio con grandi aspettative, dovrà essere il faro del reparto. Serve uno scatto d’orgoglio collettivo per chiudere la stagione con la testa alta e dare un segnale chiaro in vista del mercato estivo.




