Un pareggio che vale un punto, ma pesa sull’umore
Il Milan porta a casa un punto prezioso nella corsa alla qualificazione alla Champions League, ma il pareggio contro la Juventus lascia una sensazione difficile da ignorare: un filo di amaro in bocca, una prestazione che non ha scaldato i cuori. La partita era in qualche modo prevedibile — entrambe le squadre avevano tutto l’interesse a non scoprirsi, a evitare il rischio di una sconfitta — ma questo non significa che il tifoso rossonero debba accontentarsi della mediocrità.
L’intensità è mancata, la voglia di aggredire nella fase offensiva si è vista a tratti, e la sensazione generale è che si potesse fare di più, osare qualcosa in più pur senza regalare spazi pericolosi all’avversario.
Pulisic in crisi: 16 partite senza gol, Allegri punta il dito sul modulo
Nel post-partita, Massimiliano Allegri ha acceso un riflettore importante su Christian Pulisic: il tecnico rossonero ha sottolineato come l’attaccante americano sia penalizzato dall’attuale modulo di gioco. Una presa di posizione significativa, che riconosce un problema reale nel rendimento del numero dieci statunitense.
Ma la lucidità impone anche un’analisi più completa: sono ormai 16 le partite consecutive senza gol per Pulisic, un calo clamoroso per un giocatore che nelle prime fasi della stagione era stato tra i più brillanti dell’intera Serie A. Un rendimento così altalenante porta inevitabilmente a condividere la responsabilità tra il sistema di gioco e le scelte del tecnico da un lato, e la condizione mentale e fisica del giocatore dall’altro.
Il tema del reparto offensivo sarà sicuramente uno dei nodi principali su cui il Milan dovrà lavorare in vista della prossima stagione. Stando a quanto emerso nel corso di questa annata, tutti e cinque gli attaccanti della rosa hanno deluso le aspettative in misura diversa, e una riflessione profonda sul mercato estivo appare inevitabile.
Gabbia: il pilastro della miglior difesa d’Italia
Se c’è una certezza assoluta in questo finale di stagione rossonero, si chiama Matteo Gabbia. Il difensore centrale italiano si è rivelato uno degli elementi più affidabili dell’intera rosa, e i numeri lo confermano senza possibilità di smentita: da quando il centrale di Busto Arsizio è stabilmente titolare, il Milan ha subito soli 27 gol in 34 partite, confermandosi la miglior difesa della Serie A.
Non solo: quando Gabbia gioca, la media punti del Milan sale in maniera significativa. La sua presenza dà solidità, ordine e sicurezza all’intero reparto arretrato. Un dato che fa riflettere e che proietta il numero tredici rossonero verso una conferma da protagonista anche nella prossima stagione.
Purtroppo, in questa annata, avere la miglior difesa d’Italia non è bastato per lottare per il vertice della classifica: il Milan si trova al terzo posto, distante dalla corsa scudetto. Un paradosso che impone una riflessione seria e costruttiva: per tornare a lottare per il titolo, è necessario che la fase offensiva torni ad essere all’altezza di una squadra che vuole vincere. E i rossoneri hanno tutte le qualità per farlo.




