Milan, il pareggio della noia: Rabiot illude, Odenthal punisce. Amorim, così non va

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Sassuolo-Milan 1-1: i rossoneri passano in vantaggio con Rabiot, ma cinque minuti dopo vengono raggiunti da Odenthal. Una prestazione povera di idee, con poche soluzioni collettive e un gioco che continua a convincere poco.

Sempre più brutto, sempre più noioso. Il Milan di Amorim sembra smarrire, partita dopo partita, identità e qualità, quasi che la lunga sosta per le nazionali abbia finito per accentuare limiti già evidenti. A Sassuolo arriva un pareggio per 1-1 che racconta molto più del risultato: una squadra capace di accendersi grazie alle iniziative individuali, ma troppo spesso incapace di costruire una manovra corale, riconoscibile e convincente.

Il problema non è soltanto il risultato. È il modo in cui ci si arriva. La manovra rossonera offre poche soluzioni, il gioco fatica a svilupparsi con continuità e il progetto tattico, almeno per quanto mostrato in campo, resta difficile da individuare. Per una squadra con le ambizioni del Milan, è un campanello d’allarme che non può essere ignorato. Perché il talento dei singoli può risolvere una partita, ma non può diventare l’unico piano di gioco.

Gabbia si ferma, Muric salva il Sassuolo

La partita si mette subito in salita per i rossoneri, costretti al cambio al 7′: Matteo Gabbia accusa un problema muscolare al flessore e deve lasciare il terreno di gioco. Al suo posto entra De Winter, con Amorim obbligato a rivedere immediatamente gli equilibri difensivi.

Il Milan prova a cercare la via del vantaggio, ma la manovra resta intermittente, senza quella fluidità che dovrebbe caratterizzare una squadra di questo livello. La migliore occasione del primo tempo arriva al 42′, quando Gonçalo Ramos trova lo spazio per colpire di testa da posizione ravvicinata. Muric, però, si oppone con un intervento decisivo e tiene in equilibrio il risultato.

È un episodio che sembra riassumere la serata: quando il Milan riesce a rendersi pericoloso, lo fa più attraverso una giocata isolata che grazie a un’azione costruita con lucidità e continuità.

Rabiot accende il Milan, Odenthal lo spegne

Nella ripresa i rossoneri riescono finalmente a trovare il guizzo che sembrava mancare. Al 63′ Adrien Rabiot rompe l’equilibrio con una potente conclusione di sinistro sul primo palo. Una giocata efficace, che permette al Milan di portarsi sull’1-0 e sembra poter indirizzare la gara.

Ma l’illusione dura appena cinque minuti. Al 68′, sugli sviluppi di un calcio d’angolo, il pallone attraversa una mischia in area rossonera e Cas Odenthal è il più rapido a trovare la deviazione vincente, battendo Maignan. Il Sassuolo pareggia e riporta immediatamente la partita sui binari dell’incertezza.

Il Milan accusa il colpo, ma ha comunque l’occasione per rimettere la testa avanti. Al 70′ Chukwueze si presenta davanti a Muric, che però è bravo a respingere la conclusione e a negare il nuovo vantaggio agli ospiti.

Da quel momento, la gara scivola verso il finale senza che i rossoneri riescano a produrre una vera accelerazione. Il Sassuolo resta in partita e nel recupero prova persino a completare il sorpasso: al 90’+4 Thorstvedt calcia dal limite, ma Maignan blocca il pallone e salva almeno il pareggio.

Milan, serve molto di più

Il triplice fischio certifica l’1-1. Rabiot aveva regalato ai rossoneri un vantaggio meritato per l’efficacia della giocata, ma la squadra non è riuscita a proteggerlo né a costruire le condizioni per chiudere la partita.

Il Sassuolo ha avuto il merito di crederci e di sfruttare una situazione da palla inattiva, mentre il Milan ha confermato una preoccupante povertà di soluzioni. Le individualità possono ancora fare la differenza, ma senza un’organizzazione collettiva adeguata il rischio è quello di restare prigionieri di prestazioni discontinue e poco incisive.

Amorim è chiamato a dare risposte. Perché allenare il Milan significa proporre un calcio all’altezza della storia e delle ambizioni del club. E con queste premesse, tra una manovra prevedibile e un’identità ancora sfocata, la strada rischia di diventare molto più lunga del previsto.

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