Mirabelli rivela: “Avevo trovato l’accordo con Cristiano Ronaldo per il Milan”. Il retroscena dell’era cinese

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Mirabelli e il sogno Ronaldo: “C’era un accordo, ma i cinesi non avevano i soldi”

Un retroscena clamoroso emerge dal passato rossonero. Massimiliano Mirabelli, ex direttore sportivo del Milan nell’era della proprietà cinese, ha rilasciato un’intervista in cui rivela un dettaglio finora rimasto nell’ombra: aveva trovato un accordo con Cristiano Ronaldo per portare il campione portoghese a Milanello. Un colpo che, se fosse andato in porto, avrebbe riscritto la storia recente del club rossonero.

Il retroscena: l’accordo c’era, i soldi no

Secondo quanto raccontato da Mirabelli, le trattative con Cristiano Ronaldo erano effettivamente arrivate a un punto avanzato, con un’intesa trovata sul contratto. Il problema, però, era altrove: la proprietà cinese non disponeva delle risorse finanziarie necessarie per chiudere l’operazione con il club cedente e sostenere l’ingaggio del fuoriclasse portoghese.

Un racconto che, per quanto suggestivo, va inquadrato nel contesto di quel periodo. L’era cinese del Milan fu caratterizzata da gravi difficoltà finanziarie: i pagamenti non arrivavano, i bonifici saltavano, e alla fine fu il fondo Elliott Management a rilevare il club nel 2018 proprio perché la proprietà asiatica non riusciva a onorare i propri debiti. Come si poteva trattare uno dei calciatori più forti e costosi della storia se poi non si avevano i fondi per portare a termine l’acquisto?

Un’era di sogni e contraddizioni

Quella stagione di calciomercato — l’estate 2017 — fu tra le più movimentate e discusse nella storia recente del Milan. Acquisti su acquisti, nomi importanti, grandi ambizioni. Ma dietro quella spesa monstre si nascondeva una struttura finanziaria fragile, che reggeva su prestiti e promesse più che su solide garanzie bancarie. Il Ronaldo al Milan rimase, evidentemente, un sogno nel cassetto.

Vale la pena precisare: trovare un accordo con un giocatore sul contratto è solo il primo passo di una trattativa. Ben diverso è avere le risorse per pagare il cartellino al club di provenienza e sostenere un ingaggio che, nel caso di CR7, era tra i più alti del pianeta. Mirabelli ha fatto il suo lavoro aprendo il canale con il giocatore, ma le condizioni esterne hanno impedito di concretizzare.

Dal caos cinese alla stabilità: il Milan di oggi è un’altra storia

Da quei giorni tumultuosi sono passati diversi anni. Dopo Elliott è arrivato Gerry Cardinale con il fondo RedBird, che ha ridato stabilità e progettualità al club. Oggi il Milan è una realtà solida, capace di pianificare investimenti importanti come quello per Gonzalo Ramos, con una governance più strutturata e una visione di lungo periodo.

Il confronto con quell’epoca serve a ricordare quanto strada sia stata fatta. Il Milan di oggi non acquista per fare notizia, ma per costruire un progetto vincente: e questa è forse la differenza più grande rispetto a quel periodo frenetico e instabile dell’era cinese.

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