Milan senza DS: Kirovski e Gardiner gestiscono il mercato, Amorim rischia di diventare un “manager all’inglese”

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La governance rossonera: un puzzle ancora irrisolto

Il Milan entra nell’estate 2026 senza una figura dirigenziale sportiva di riferimento, e lo scenario che si sta delineando è quello che molti osservatori temevano: nessun direttore sportivo esterno, nessun direttore tecnico di caratura internazionale, ma la gestione affidata a figure già presenti in casa rossonera — con tutto ciò che questo comporta in termini di esperienza, credibilità e visibilità sul mercato.

La coppia su cui si starebbe puntando è quella formata da Jovan Kirovski, già responsabile del Milan Futuro, e Bobby Gardiner, analista dati classe 1994 che fino a poche settimane fa era praticamente sconosciuto al grande pubblico. Due profili molto distanti da quello che ci si aspetterebbe per guidare le operazioni di mercato di un club come il Milan.

Kirovski: dal Milan Futuro alla prima squadra

L’ex attaccante statunitense, che aveva preso in mano il Milan Futuro, si ritrova ora proiettato verso la prima squadra in un momento tutt’altro che semplice. Il Milan Futuro ha chiuso la stagione con una retrocessione in Serie D, non è riuscito a risalire nonostante un mercato importante, e il bilancio in termini di valorizzazione dei giovani appare magro: Álex Jiménez era già proiettato in prima squadra prima ancora dell’avventura nel campionato cadetto, mentre Davide Bartesaghi proveniva dal settore giovanile del Milan, non era un prodotto diretto del progetto Milan Futuro.

La promozione di Kirovski in prima squadra era stata accelerata anche dall’uscita di scena di Theo Hernandez, che ha ridisegnato gli equilibri interni. Ora l’americano lavorerebbe fianco a fianco con altri elementi dello staff in attesa di una figura apicale che, al momento, non si vede all’orizzonte. Come già raccontato su queste pagine, la ricerca del DS rossonero si è rivelata un percorso a ostacoli, con nomi sfumati e trattative naufragate.

Chi firma i contratti? Il nodo delle abilitazioni

Un tema che sta alimentando discussioni tra i tifosi riguarda un aspetto tecnico ma tutt’altro che secondario: né Kirovski né Gardiner posiedono l’abilitazione FIGC per firmare contratti in qualità di direttore sportivo. Chi appone la firma, dunque? La risposta più accreditata porta a Calvelli, dirigente interno che ha ricevuto le deleghe necessarie da Giorgio Furlani e che ha quindi il patentino richiesto dalla federazione.

Ma, come sottolineano gli addetti ai lavori, la firma è solo l’atto finale. Il vero tema è chi gestisce le trattative, individua i profili, costruisce la strategia di mercato. E in questo caso, il quadro che emerge vede Gardiner, Kirovski e lo stesso Sérgio Conceição… no, Sergio Amorim — il tecnico portoghese — coinvolti direttamente nelle valutazioni.

Amorim “manager all’inglese”: un precedente che non rassicura

Il ruolo che potrebbe assumere Sergio Amorim ricorda da vicino quello del manager di stampo britannico, con responsabilità che vanno oltre la guida tecnica della squadra. Un modello già sperimentato — con esiti poco felici — dallo stesso Amorim al Manchester United, dove la sua richiesta di un ruolo allargato non fu accolta positivamente dalla dirigenza.

E il Milan ha già vissuto qualcosa di simile: nell’estate 2023, dopo l’uscita di scena di Paolo Maldini e Frederic Massara, fu comunicato un gruppo di lavoro composto da Stefano Pioli come figura manageriale, affiancato da Furlani e Moncada. Quell’esperienza non portò i risultati sperati, e oggi il rischio è di ripetere lo stesso schema con attori diversi.

L’ombra di Ibrahimovic sulla governance

Non si può parlare di Kirovski senza citare Zlatan Ibrahimovic. Il legame tra i due è stretto, e la promozione dell’americano in prima squadra viene letta da molti come la conferma di un’influenza dello svedese che, nonostante le smentite, non sembra essersi mai davvero allontanato dai corridoi di Casa Milan. Lo stesso Ralf Rangnick, durante il suo corteggiamento da parte del club, aveva segnalato la mancanza di chiarezza nelle strutture interne e le interferenze come un elemento che lo aveva frenato.

La sensazione, guardando il quadro complessivo, è che il Milan stia navigando a vista in un momento in cui invece servirebbe la massima lucidità e una catena di comando chiara, definita, riconoscibile. La speranza dei tifosi rossoneri è che questo limbo venga risolto al più presto, per permettere alla squadra di costruire una stagione all’altezza delle ambizioni del club.

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