Milan alla ricerca dell’allenatore: il punto della situazione
Il Milan è ancora in piena ricerca del suo nuovo allenatore. Mentre le rivali hanno già cominciato a muoversi sul mercato — l’Inter, ad esempio, ha ceduto Dumfries e punta su Nicolò Zalewski, uno dei talenti più interessanti del calcio italiano —, i rossoneri sono ancora fermi allo step zero: la scelta del tecnico. Un ritardo che pesa, ma che può ancora essere colmato con le decisioni giuste.
L’incontro con Glasner: primo passo verso una scelta?
Nella serata di martedì 2 giugno si è tenuta una cena conoscitiva tra Oliver Glasner e alcuni rappresentanti del club, tra cui Gerry Cardinale e alcuni suoi uomini di fiducia. L’incontro — definito dalle parti come esplorativo — non era ovviamente la sede per firmare alcun accordo, ma ha comunque rappresentato un primo contatto diretto e significativo.
Glasner ha ascoltato con attenzione la visione del club: si è parlato di progetto tecnico, budget e prospettive future. L’allenatore austriaco, attualmente svincolato dopo la sua esperienza al Crystal Palace — dove ha vinto tre trofei —, vuole crescere e alzare l’asticella. Il Milan potrebbe essere la piattaforma giusta, a patto di offrirgli garanzie concrete sul piano sportivo e finanziario. Le trattative proseguiranno con ulteriori incontri nei prossimi giorni.
Slot e Pochettino: le alternative sul tavolo
Le divisioni interne al club, però, rendono il quadro più articolato. All’interno della dirigenza rossonera convivono visioni diverse: Calvelli e Cardinale sembrano orientati verso i profili di Glasner e Ralf Rangnick, mentre Zlatan Ibrahimovic spingerebbe con forza per Arne Slot, ex allenatore del Liverpool.
Slot, però, presenta un nodo economico non trascurabile: a Liverpool percepiva circa 8 milioni di euro all’anno, una cifra che il Milan, nella stagione in cui è assente dalla Champions League, difficilmente può avvicinarsi. Va ricordato, a titolo di confronto, che l’ingaggio più alto recentemente corrisposto dal club è stato quello di Massimiliano Allegri, intorno ai 5 milioni, con il quale si sta ancora trattando la risoluzione del contratto: l’ex tecnico, stando alle ultime indiscrezioni, non intende rinunciare a nemmeno un euro di quanto previsto dal suo accordo.
Terzo nome in corsa è quello di Mauricio Pochettino, attuale commissario tecnico della nazionale degli Stati Uniti. L’argentino ha già avuto contatti con il Milan in passato e piace per il suo profilo internazionale. Non va trascurata, inoltre, la componente strategica: con RedBird Capital operativa negli USA, un tecnico del calibro di Pochettino avrebbe anche un valore di immagine non indifferente per il progetto americano di Cardinale. Il limite? Il Mondiale: Pochettino è impegnato con gli Stati Uniti almeno fino alla fine della fase a gironi (indicativamente fine giugno), e potenzialmente fino a luglio se la nazionale avanzasse nel torneo.
Rangnick e il nodo Mondiale
Anche Ralf Rangnick, uno dei profili più quotati nelle ultime settimane, si trova in una posizione simile: il tecnico tedesco deve decidere se rinnovare o meno il suo impegno con la Federazione austriaca dopo il Mondiale, competizione che lo terrà occupato almeno fino al 28 giugno. Come per gli altri candidati, anche la sua disponibilità immediata è un punto interrogativo.
La questione, al netto dei nomi, è proprio questa: il Milan ha bisogno di un allenatore subito operativo, pronto a lavorare sulla rosa, a pianificare il mercato e a costruire il progetto tecnico della prossima stagione. I profili attualmente valutati sono tutti — in misura diversa — impegnati con le rispettive nazionali al Mondiale, il che rende l’intera operazione più lenta e complessa di quanto ci si aspettasse.
Calvelli verso il ruolo di CEO: la figura che manca
Sul fronte dirigenziale, Massimo Calvelli sta assumendo un ruolo sempre più centrale nella struttura di comando rossonera, avendo ereditato alcune deleghe da Giorgio Furlani e avendo già la facoltà di firmare contratti. Cardinale starebbe spingendo per nominarlo amministratore delegato, anche se al momento Calvelli non sembrerebbe del tutto convinto. Come approfondito in un recente articolo, il suo profilo è al centro del processo di riorganizzazione del club.
Resta comunque un dato di fatto: la figura dell’amministratore delegato manca ancora ufficialmente, e i prossimi giorni saranno decisivi per capire quale assetto organizzativo prenderà forma dopo il 25 maggio, data del licenziamento collettivo che ha coinvolto Allegri, Tare, Moncada e Furlani.
Un Milan che guarda avanti con determinazione
Nonostante le complessità del momento, il Milan ha tutte le carte in regola per imboccare la strada giusta. La scelta del nuovo tecnico sarà il primo grande atto di questa ricostruzione, e ogni nome sul tavolo — da Glasner a Rangnick, da Slot a Pochettino — rappresenta una visione diversa ma ambiziosa per il futuro rossonero. La prossima settimana potrebbe essere quella decisiva.






