Con la nomina di Rasmus Krösche come nuovo direttore tecnico dell’AC Milan, uno dei temi più delicati e discussi torna prepotentemente al centro del dibattito: cosa accadrà al ruolo di Zlatan Ibrahimovic all’interno del club?
Krösche: carattere deciso, nessuna interferenza tollerata
Il dirigente tedesco, già direttore sportivo dell’Eintracht Francoforte e del Lipsia, è noto in Europa per la sua visione precisa e il suo carattere determinato. Chi lo conosce bene descrive Krösche come una persona che vuole avere il pieno controllo dell’area sportiva, con ruoli definiti e rispettati. Non è il tipo che tollera sovrapposizioni o interferenze esterne al suo raggio d’azione.
È una qualità preziosa per un club che ha sofferto, negli ultimi anni, di una governance non sempre lineare sul fronte tecnico-sportivo. Come già analizzato in profondità, il metodo Krösche e il nodo Ibrahimovic rappresentano uno degli snodi più importanti del nuovo corso rossonero.
Ibrahimovic: advisor di RedBird, ma con un’influenza ben oltre il ruolo
Zlatan Ibrahimovic non è formalmente un dirigente dell’AC Milan. Il suo titolo ufficiale è quello di advisor di RedBird, il fondo proprietario del club. Eppure, nei corridoi di Casa Milan — in particolare al quarto piano — la sua presenza è stata tutt’altro che discreta. Negli ultimi anni, lo svedese ha esercitato un’influenza concreta sulle dinamiche interne, che ha riguardato le scelte di mercato, i rapporti con alcuni giocatori e, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche, anche i rapporti con gli allenatori.
Il problema non è la sua presenza in sé — avere uno dei giocatori più vincenti della storia del calcio come punto di riferimento può essere un valore aggiunto — ma i confini del suo intervento. Un conto è offrire visione strategica e ispirazione, un altro è intervenire nelle dinamiche tecniche quotidiane.
La domanda che tutti si pongono
Con Krösche al timone dell’area sportiva, Ibrahimovic sarà disposto a fare un passo indietro? È la domanda che molti nel mondo del calcio si stanno ponendo. Lo svedese ha sempre avuto un carattere ingombrante — una caratteristica che lo ha reso un campione assoluto in campo, ma che nella dirigenza può generare attriti se non gestita con equilibrio.
Va detto: Ibrahimovic è attualmente impegnato con il Mondiale negli Stati Uniti, e dunque la questione non si pone in modo immediato. Ma quando tornerà, il confronto con Krösche sarà inevitabile. La struttura del nuovo Milan prevede ruoli chiari e gerarchie definite: chi fa cosa deve essere trasparente.
La sfida più grande del nuovo Milan
Costruire un progetto vincente richiede unità, chiarezza di visione e rispetto dei ruoli. Il Milan ha scelto la strada di una dirigenza professionale e strutturata, con Amorim in panchina e Krösche alla guida tecnica. Perché questo progetto funzioni davvero, sarà fondamentale che ogni figura, incluso Ibrahimovic, trovi il proprio spazio senza sovrapporsi a chi ha responsabilità dirette.
È una sfida tutta interna, ma non per questo meno importante di quelle che si giocheranno in campo. Il futuro del Milan si costruisce adesso, mattone dopo mattone, ruolo dopo ruolo.


