Milan, il casting allenatore non si ferma: Xavi dice no, Glasner in pole e Rangnick resta un’opzione concreta

Home » News » Milan, il casting allenatore non si ferma: Xavi dice no, Glasner in pole e Rangnick resta un’opzione concreta


da

Il Milan continua la sua febbrile ricerca di una guida tecnica, ma i rifiuti si accumulano. A quasi una settimana dall’esonero di Allegri, Ibrahimović, Cardinale e Calvelli non hanno ancora trovato un accordo con nessun allenatore. Un casting che si fa sempre più complicato, ma che può rappresentare anche l’occasione per costruire qualcosa di nuovo e davvero ambizioso.

Xavi dice no: non è il momento giusto

Dopo il rifiuto di Iraola, ex tecnico del Bournemouth che ha preferito declinare la proposta rossonera ritenendo il progetto non abbastanza convincente in questa fase, è arrivato un altro secco «no»: quello di Xavi Hernández. L’ex fuoriclasse e allenatore del Barcellona, uno dei nomi più blasonati del calcio mondiale, ha comunicato di non sentirsi pronto ad accettare la panchina del Milan in questo particolare momento. A pesare sulla decisione anche una situazione familiare delicata, che non gli consente di intraprendere un nuovo impegno professionale di questo livello. Xavi, secondo quanto trapelato, avrebbe l’ambizione di guidare una nazionale dopo il prossimo Mondiale, e quella rimane la sua priorità.

Il progetto Milan viene percepito all’estero come una «scatola vuota»: una società da ricostruire dalle fondamenta, con un organico da ridisegnare e molti giocatori probabilmente destinati a partire. Una sfida enorme, che però, nelle mani dell’allenatore giusto, può diventare qualcosa di straordinario.

Glasner: il profilo più gradito alla dirigenza

Tra tutti i nomi circolati, quello che sembra raccogliere i maggiori consensi all’interno della dirigenza rossonera è quello di Oliver Glasner. L’allenatore austriaco ha dimostrato tutto il suo valore alla guida del Crystal Palace, dove ha conquistato tre trofei — una vera impresa storica per un club che non aveva mai vinto nulla a questi livelli. L’ultimo successo è stata la Conference League, siglata con il gol di Mateta, attaccante che nelle scorse sessioni di mercato era stato accostato proprio al Milan. Un piccolo intreccio di destini.

Prima di Londra, Glasner aveva già dimostrato le sue qualità in Germania, alla guida dell’Eintracht Francoforte, con cui aveva raggiunto risultati notevoli. È un allenatore moderno, motivatore, di scuola tedesca, e nei prossimi giorni potrebbe esserci un nuovo contatto concreto tra le parti. Il Milan vuole capire se c’è margine per avviare una trattativa.

Rangnick: condizioni rigide ma progetto chiaro

Parallelamente, resta molto concreta e fattibile la pista che porta a Ralf Rangnick, attuale commissario tecnico dell’Austria e figura di enorme peso nel calcio europeo. Il tecnico tedesco ha però posto condizioni precise e irrinunciabili: è disposto a ricoprire il ruolo di direttore dell’area tecnica, ma vuole avere carta bianca nella scelta dell’allenatore, del direttore sportivo e di tutto lo staff di scouting — un gruppo di circa una ventina di professionisti. Soprattutto, chiede piena autonomia, senza interferenze nel progetto tecnico.

La domanda è: Ibrahimović e Cardinale sono davvero disposti ad accettare queste condizioni? Si tratta di richieste ambiziose, ma anche di un approccio che garantirebbe al Milan una pianificazione strutturata e di lungo periodo. Rangnick è una personalità fortissima, lo stesso tipo di figura che in passato aveva costruito l’intero sistema del Red Bull nel calcio. Se il Milan vuole ripartire con un progetto solido, potrebbe essere la scelta più coraggiosa e lungimirante.

Nel frattempo, resta in lizza anche il nome di Matthias Jäissle, attuale allenatore dell’Al-Ahli in Arabia Saudita, altro profilo della galassia Rangnick, che potrebbe rappresentare una soluzione alternativa o complementare.

Il Milan che verrà: una sfida da costruire

La situazione attuale è complessa, ma non priva di opportunità. Il Milan ha la possibilità di scegliere con cura il proprio allenatore, senza fretta e senza compromessi al ribasso. Ogni rifiuto che arriva è un passo in più verso la scelta giusta. La dirigenza rossonera sta lavorando intensamente, e l’obiettivo è uno solo: costruire un Milan competitivo, ambizioso, capace di tornare a recitare un ruolo da protagonista in Italia e in Europa.

Ultime notizie