Il Milan è ancora senza guida tecnica e senza una dirigenza definita. L’11 giugno è una data che pesa: sono già 18 giorni trascorsi da quel 25 maggio in cui Gerry Cardinale, durante un incontro con diversi giornalisti, aveva lasciato intendere che le decisioni su allenatore, direttore sportivo, direttore tecnico e amministratore delegato sarebbero arrivate entro 7-10 giorni. Quei giorni sono passati, e le attese continuano.
I Mondiali 2026 rallentano il mercato
A complicare ulteriormente il quadro ci si mette il calendario internazionale: l’11 giugno sono iniziati i Mondiali, e tutta l’attenzione mediatica si sposta inevitabilmente sul torneo. Agenti, procuratori e dirigenti di mezzo mondo sono impegnati a seguire le proprie nazionali, e le trattative di mercato entrano quasi in modalità stand-by. Il rischio concreto è che il Milan accumuli ancora più ritardo nella costruzione della rosa, con il grosso del lavoro concentrato tra la fine del Mondiale e il mese di agosto, quando la Serie A sarà già alle porte.
Glasner in pole, ma i tempi si dilatano
Oliver Glasner è sempre più vicino alla panchina del Milan e rimane il nome prescelto rispetto a Ralf Rangnick. L’obiettivo del club sembra quello di portare entrambi a Milano, con il tecnico austriaco nel ruolo di allenatore e il tedesco in una funzione dirigenziale. Una coppia internazionale per un Milan che guarda sempre più all’estero nella costruzione del proprio progetto tecnico.
Tuttavia, la vera incognita resta Gerry Cardinale, che non sembra avvertire una particolare urgenza nel chiudere le pratiche. Una posizione che, al di là delle intenzioni, produce effetti collaterali diretti: i giocatori ancora in rosa non sanno come organizzare il proprio futuro, i procuratori non hanno interlocutori stabili con cui trattare e il calendario non aspetta nessuno.
Il nodo dell’allenatore straniero
C’è poi una questione tecnica non banale: scegliere un allenatore straniero significa concedergli il tempo necessario per adattarsi alla Serie A, ai ritmi del campionato italiano, alle sue peculiarità tattiche e fisiche. Se a questo si aggiunge una rosa in continua evoluzione — con entrate e uscite che si trascineranno fino all’ultimo giorno di mercato — il quadro diventa oggettivamente complicato. La storia recente del Milan con gli allenatori stranieri non è particolarmente incoraggiante, e la scelta di percorrere nuovamente questa strada impone almeno una pianificazione rapida e precisa.
La speranza: che le scelte giuste compensino i ritardi
È comprensibile che parte dei tifosi preferisca attendere le decisioni giuste piuttosto che quelle veloci. Ma il tempo, nel calcio, è una risorsa preziosa quanto il denaro. Arrivare alla prima giornata di campionato con una squadra incompleta, un allenatore appena arrivato e un mercato ancora aperto non è mai la situazione ideale per costruire qualcosa di solido. La speranza è che, una volta chiusi gli annunci, il Milan sappia accelerare con decisione su ogni fronte.






