Furlani resterà al Milan? L’analisi di Carlo Festa: «A Cardinale interessano i conti, non i trofei»

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Carlo Festa (Sole 24 Ore): «Furlani resterà, a Cardinale contano i conti»

Nel dibattito sempre più acceso sul futuro della dirigenza rossonera, arriva un’analisi lucida e approfondita da parte di Carlo Festa, giornalista esperto di finanza del Sole 24 Ore, intervistato da Milan News. Al centro della riflessione c’è la figura di Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan, e il rapporto tra il club rossonero e il fondo americano RedBird Capital Partners, guidato da Gerry Cardinale.

La previsione: Furlani resterà alla guida del club

«La mia impressione è che Furlani resterà anche il prossimo anno come amministratore delegato del Milan», afferma Festa con convinzione. La ragione, secondo il giornalista finanziario, è semplice ma dirompente: a Cardinale non interessano i risultati sportivi quanto la gestione economica della squadra. Una lettura che fa riflettere e che trova riscontro nei fatti degli ultimi anni.

Furlani, in questo senso, ha dimostrato di saper tenere i conti in ordine anche in situazioni difficili. L’esempio più recente e calzante riguarda la mancata qualificazione alla Champions League della stagione scorsa: per coprire il buco finanziario derivante dall’esclusione dalla massima competizione europea — che può valere tra i 70 e i 90 milioni di euro — il Milan ha ceduto Tijjani Reijnders, sacrificando sul mercato uno dei pezzi pregiati della rosa. Una mossa dolorosa sul piano sportivo, ma efficace su quello contabile.

RedBird e la continuità manageriale: un punto interrogativo

Festa sottolinea anche un elemento che ha sempre colpito gli osservatori più attenti: Cardinale non ha mai cambiato i manager ereditati dall’era Elliott. «Di solito quando arriva un nuovo azionista qualche manager lo cambia», osserva il giornalista. Invece il numero uno di RedBird ha scelto la continuità, mantenendo in carica figure che erano già operative con il precedente proprietario. Una scelta che, per Festa, rimane un punto interrogativo aperto.

Senza Champions, il Milan rischierebbe una stretta durissima

Se il Milan non dovesse qualificarsi alla prossima Champions League, le conseguenze sul mercato e sulla rosa sarebbero pesantissime. Festa è diretto: ci sarebbe un ulteriore irrigidimento sui costi, con cessioni inevitabili. Nomi come Luka Modrić — che quasi certamente non rinnoverà — ma anche Massimiliano Allegri, Mike Maignan e Adrien Rabiot potrebbero lasciare Milanello. «Se per due anni di fila non giochi la Champions, i grandi campioni scelgono altre squadre», avverte il giornalista del Sole 24 Ore.

Il confronto con Inter e Atletico Madrid

Festa tiene però a precisare che non tutti i fondi di investimento sono uguali. «Non è vero che ai fondi non interessa vincere», chiarisce, citando l’esempio dell’Inter — che con Beppe Marotta ha conquistato lo scudetto — e dell’Atlético Madrid, entrambi gestiti da fondi ma capaci di ottenere risultati sportivi rilevanti. Anche con Elliott, prosegue Festa, il Milan ha saputo vincere: basti pensare all’arrivo di Paolo Maldini e Frederic Massara e, prima ancora, di Zvonimir Boban e Leonardo, che hanno gettato le basi per il scudetto 2021-22.

«Il problema è che a Cardinale non interessa vincere: gli interessa avere i conti a posto e ripetere questo ogni anno», conclude Festa. Un modello di gestione che potrebbe funzionare in qualsiasi altro settore industriale, ma che in una società calcistica — e soprattutto in un club con la storia e le aspettative del Milan — rischia di generare una frattura sempre più profonda tra le ambizioni della tifoseria e le priorità della proprietà.

Vincere e fare i conti: la sfida impossibile?

La sintesi più efficace del pensiero di Carlo Festa è forse questa: «Se il Milan fosse una società di qualsiasi altro ambito, Furlani sarebbe addirittura premiato. Il problema è che il Milan è una società sportiva, e lì serve coniugare i risultati sportivi con quelli economici. Solo così si vede un grande dirigente.» Una riflessione che pone interrogativi seri sul modello RedBird e su quale Milan vogliamo vedere nei prossimi anni. La speranza dei tifosi rossoneri resta intatta: che la dirigenza sappia trovare il giusto equilibrio tra bilanci sani e ambizioni da grande club europeo.

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