Confalonieri e la memoria di un Milan che vinceva tutto
Chi ha vissuto le notti magiche di Barcellona, Istanbul e Atene — le finali di Champions League che hanno scritto pagine indelebili nella storia del calcio mondiale — sa bene cosa significa vedere il Milan competere ai massimi livelli. Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset e figura storica dell’entourage di Silvio Berlusconi, porta con sé quella memoria con orgoglio e, inevitabilmente, con una punta di nostalgia. «La prima cosa che mi viene in mente sono Barcellona, le due partite di Istanbul e Atene. E poi i ricordi più vecchi: Wembley, la finale del ’69 contro il Benfica, il 4-1 contro l’Ajax di Cruyff… tante cose belle che non so se e quando torneranno» ha dichiarato in una recente intervista.
A 89 anni — con i 90 all’orizzonte — Confalonieri guarda al presente del Milan con occhi disincantati: «Francamente penso che non li vedrò più. Queste cose resteranno nell’aldilà.» Parole che pesano, pronunciate da chi ha vissuto in prima persona la grandezza assoluta del club rossonero.
Il giudizio su Cardinale: ‘È come una banca’
Al centro del dibattito c’è Gerry Cardinale, il proprietario americano di Red Bird Capital Partners che ha rilevato il Milan nel 2022. Confalonieri non usa giri di parole: «È chiaro: è come se fosse una banca che deve restituire soldi e interessi a chi investe. A questa gente non gliene frega niente di vincere lo scudetto. E questo è il punto.»
Una lettura che rispecchia il dibattito acceso che si è aperto tra i tifosi rossoneri negli ultimi anni. Da quando Red Bird ha preso le redini del club, il Milan non ha più conquistato titoli di rilievo, alternando stagioni altalenanti a rivoluzioni tecniche e di organico che non hanno ancora prodotto i frutti sperati. La domanda che molti si pongono è se il modello di gestione adottato dalla proprietà americana sia compatibile con le ambizioni storiche di un club come il Milan.
Furlani nel mirino: ‘Non voglio nemmeno conoscerlo’
Ancora più netto il giudizio di Confalonieri su Giorgio Furlani, amministratore delegato del Milan dal dicembre 2022: «No, non lo conosco e da milanista non ci tengo a conoscerlo, né da persona normale, onestamente.» Una presa di posizione durissima, che sintetizza il malcontento di una parte consistente della tifoseria nei confronti della gestione societaria.
L’AD rossonero si trova da tempo sotto la lente di ingrandimento per le scelte di mercato e per la direzione sportiva del club. In questi anni, il Milan ha vissuto cambiamenti continui — allenatori, direttori tecnici, filosofie di gioco — senza però riuscire a costruire un progetto solido e vincente nel lungo periodo.
Lo stadio come jolly: la scommessa di Red Bird
In questo contesto, l’unico elemento che potrebbe ridisegnare le prospettive del club è la costruzione del nuovo stadio. Un progetto che rappresenterebbe una svolta epocale per il Milan, capace di generare ricavi autonomi, aumentare il valore del club e attrarre investimenti di qualità. Da una prospettiva puramente finanziaria, la logica suggerisce che chi detiene il club potrebbe attendere il completamento di questo asset strategico prima di valutare qualsiasi cambio di proprietà: uno stadio di proprietà moltiplica il valore di un club calcistico in modo esponenziale.
È proprio in questa direzione che si concentrano le speranze di chi vuole vedere il Milan tornare grande: non soltanto sul campo, ma anche come organizzazione solida e ambiziosa. Il nuovo stadio — se e quando verrà realizzato — potrebbe essere il punto di partenza di una nuova era rossonera, capace di attrarre risorse, talenti e, soprattutto, vittorie.
Il Milan che i tifosi vogliono rivedere
Al di là delle polemiche e delle dichiarazioni che fanno discutere, resta un sentimento condiviso da milioni di tifosi in tutto il mondo: il Milan deve tornare a vincere. Non come atto dovuto alla storia, ma come espressione naturale di un club che ha nel DNA la cultura della vittoria. Berlusconi lo aveva capito meglio di chiunque altro, e Confalonieri — che a quella storia appartiene — lo ricorda con parole semplici ma potenti.
La speranza è che, presto o tardi, chi guida il club trovi la strada giusta per restituire ai tifosi rossoneri le emozioni che meritano. Il Milan è e resta uno dei club più importanti e tifati al mondo: il suo futuro non può che essere all’altezza del proprio passato.




