Summit Mendes-Milan: 6 ore a Casa Milan tra Leão, nuovi acquisti e la visita di Cardinale

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Sei ore di summit: Mendes porta più di una pratica sul tavolo

Nella giornata di ieri, il potente agente portoghese Jorge Mendes ha trascorso ben sei ore a Casa Milan, la sede del club rossonero. Una permanenza lunghissima che non si spiega solo con la firma di Diego Moreira: Mendes è un operatore di livello internazionale, abituato a muoversi su più fronti contemporaneamente, e la sua lunga presenza in sede ha alimentato numerose voci su ciò che si è discusso durante l’incontro.

Presenti al vertice, tra gli altri, Gardiner e Almad, gli avvocati e i segretari deputati alla firma del contratto del giovane attaccante portoghese. Assente, invece, Gerry Cardinale, il proprietario del club, che nelle prossime ore è atteso a Milano — probabilmente già nella giornata di venerdì — in vista della prima di campionato contro il Torino. Il patron di RedBird Capital arriva per fare il punto della situazione sul mercato in questi ultimi frenetici giorni di agosto, con un fitto programma di incontri con i dirigenti e con il tecnico Rúben Amorim.

La questione Leão: il Milan tiene duro a 60 milioni

Tra i temi caldi affrontati durante il summit c’è senza dubbio la situazione di Rafa Leão. In uno degli ingressi di Casa Milan, il rappresentante italiano del portoghese ha avuto un confronto sia con i dirigenti del club che con Mendes stesso, che funge da intermediario in questa vicenda grazie al suo rapporto privilegiato con Cardinale.

Il Milan ha ribadito la propria posizione ufficiale: per cedere Leão servono almeno 60 milioni di euro. Una valutazione che oscilla da settimane tra cifre diverse — si era parlato di 50 milioni fissi, poi di 45 più bonus, poi di nuovo 60 — anche a causa della molteplicità di intermediari coinvolti nell’operazione, ognuno con la propria versione dei fatti. La posizione attuale del club è chiara: la soglia minima accettabile si aggira attorno ai 50 milioni fissi più bonus, senza scendere sotto quella soglia.

Il Galatasaray resta l’unico club concretamente attivo, con un’offerta che potrebbe toccare i 40 milioni comprensivi di bonus — cifra ancora distante dalle richieste rossonere. Con 11 giorni alla chiusura del mercato, e senza trattative avanzate, lo scenario più probabile resta quello di un Leão che rimane al Milan, almeno per il momento, pur in una situazione di tensione con il club e con il tecnico.

Possibili rinforzi in entrata: Mendes come facilitatore

Una delle ipotesi più intriganti emerse dalla lunga permanenza di Mendes in sede è quella che lo vede coinvolto non solo come agente di Moreira, ma anche come facilitatore di uno o due potenziali nuovi acquisti per il Milan. Non necessariamente giocatori della sua scuderia, bensì operazioni che potrebbe agevolare grazie alla propria rete di contatti internazionali e al proprio peso specifico nel mondo del calcio.

Il Milan, come noto, non dispone al momento di una figura dirigenziale forte come un direttore sportivo con una rete consolidata di relazioni nel mercato. La struttura attuale del club — con Gardiner e Almad in prima linea — si avvale di figure esterne come Mendes per colmare questo gap. Il club sa di dover ancora chiudere almeno un difensore centrale e un trequartista o attaccante, ma le priorità dipenderanno da come evolveranno le cessioni: con la partenza di Kostic e quella probabile di Santiago Giménez verso il Porto, il reparto offensivo rischia di restare con pochissime alternative.

Cardinale in arrivo: ultimo sprint di mercato

L’arrivo di Gerry Cardinale a Milano nei prossimi giorni rappresenta il segnale più chiaro che il Milan vuole chiudere questa sessione di mercato nel migliore dei modi. Con la prima di campionato all’orizzonte, il patron di RedBird Capital è pronto a dare il via libera agli ultimi colpi, definendo le priorità insieme ad Amorim e ai dirigenti. I tifosi rossoneri possono guardare con fiducia a questi ultimi giorni di agosto: il club è attivo, determinato e ha le risorse per completare l’organico.

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