Il calciomercato del Milan entra nella sua fase più calda e delicata. Con la chiusura della finestra estiva sempre più vicina, la rosa a disposizione di Sérgio Amorim presenta ancora lacune evidenti, e la dirigenza rossonera è chiamata a intervenire con decisione. In questa settimana è atteso il ritorno a Milanello di Gerry Cardinale, il proprietario di RedBird Capital Partners, il fondo che controlla il club. Sul tavolo ci sarà un incontro con il tecnico portoghese, insieme a Gardiner e Ahmad, per fare il punto della situazione e pianificare le mosse finali della sessione.
Un mercato in entrata ancora bloccato
Ad oggi, 11 agosto 2026, il Milan ha messo a segno tre acquisti ufficiali: Gonzalo Ramos, centravanti portoghese ancora in fase di recupero da un infortunio; Mario Gila, difensore centrale; e un giovane difensore mancino, alto 1,90 m, prelevato dal Troyes per pochi milioni di euro. Un profilo, quest’ultimo, che non può essere considerato un upgrade immediato per gli undici titolari.
La realtà è che, guardando la formazione tipo, rispetto alla scorsa stagione i soli nuovi volti sono Ramos e Gila. L’attaccante portoghese ha disputato pochissimi minuti nelle amichevoli estive, e nell’ultima uscita contro il Chelsea non è praticamente mai entrato in contatto con palloni giocabili. Gila, dal canto suo, sta ancora lavorando per ritrovare la migliore condizione dopo il rientro dall’infortunio.
Quanti acquisti servono davvero?
La risposta è netta: il Milan ha bisogno di almeno tre nuovi innesti per considerare la rosa competitiva su tutti i fronti. Affrontare una stagione con Serie A, Europa League e Coppa Italia con la rosa attuale significherebbe affidarsi troppo spesso alle seconde linee, con il rischio concreto di abbassare il livello qualitativo nei momenti decisivi del torneo.
Sul fronte degli esterni offensivi, la situazione è particolarmente complessa. Rafael Leão non è un trequartista puro; Christopher Nkunku, pur dotato di grande talento, alterna prestazioni brillanti ad altre al di sotto delle aspettative; Christian Pulisic ha mostrato discontinuità a causa di problemi fisici ricorrenti. Si è ipotizzato anche un impiego di Adrien Rabiot sulla trequarti, ruolo già ricoperto con il Marsiglia nella scorsa esperienza con Roberto De Zerbi, ma portarlo in quella posizione significherebbe privare il centrocampo di un punto fermo e spezzare la coppia collaudata con Luka Modrić.
Il rischio del mercato last-minute
Lo stesso Cardinale aveva pubblicamente dichiarato la volontà di anticipare le operazioni di mercato rispetto agli anni precedenti, evitando affanni nell’ultima settimana di agosto. Eppure ci si ritrova di nuovo a rincorrere il tempo, con tante cessioni in ballo — Terracciano, Ricci, Giménez — e pochi acquisti definiti. L’auspicio è che il summit tra il patron americano e lo staff tecnico serva a dare una direzione chiara e definitiva alle prossime mosse, individuando i profili giusti per alzare il livello della rosa, a partire dai titolari, e poi a cascata migliorare anche le alternative.
Il tempo stringe, ma il Milan ha le risorse e la visione per chiudere questa finestra di mercato con i colpi giusti. L’ottimismo è d’obbligo: con Amorim alla guida e una proprietà ambiziosa, i presupposti per costruire qualcosa di importante ci sono tutti.






