Nkunku, Giménez, Pulisic: il mister fa il punto sugli attaccanti rossoneri

Nkunku, Giménez, Pulisic: il mister fa il punto sugli attaccanti rossoneri

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Il tridente rossonero sotto la lente: Nkunku, Pulisic e Giménez nella conferenza di vigilia

Tre attaccanti, tre storie diverse, un solo obiettivo comune: tornare a fare gol e trascinare il Milan alla qualificazione in Champions League. In conferenza stampa, alla vigilia di Sassuolo-Milan, il tecnico rossonero ha risposto a domande precise su Christopher Nkunku, Christian Pulisic e Santiago Giménez, tracciando un quadro onesto e al tempo stesso fiducioso.

Nkunku: qualità indiscutibile, ma i gol devono tornare

Il francese — arrivato in estate con grandissime aspettative dopo le brillanti stagioni al Lipsia e al Chelsea — ha vissuto un primo anno in Italia con più alti e bassi del previsto. A chi gli chiedeva se si aspettasse un impatto diverso in termini di gol, il mister ha risposto con equilibrio: «È un giocatore con grandissime qualità tecniche. Quest’anno, essendo il suo primo in Italia, ha avuto qualche difficoltà, ma ha segnato gol importanti. Ultimamente abbiamo incontrato difficoltà a segnare, ma magari da domani gli attaccanti torneranno a far gol. Il calcio è bello per questo.»

Il messaggio è chiaro: il valore di Nkunku non si discute, e una singola stagione di rodaggio non cambia la sostanza di un giocatore di classe internazionale. Ci sono anni in cui tutto scorre, e anni in cui bisogna spingere un po’ di più: ma la qualità resta, ed è questa la certezza su cui il Milan può contare.

Pulisic e il 3-5-2: un adattamento in corso

Il capitolo dedicato a Christian Pulisic è forse il più articolato. L’americano, tra i migliori rossoneri della scorsa stagione, sta vivendo un momento di minor brillantezza, complici anche le caratteristiche del modulo attuale. Il mister aveva già accennato, dopo Milan-Juventus, a come il 3-5-2 penalizzi in parte le qualità dell’ala statunitense nei duelli individuali.

In conferenza, ha ribadito il concetto con grande chiarezza: «Pulisic è un giocatore molto importante, difficilissimo da trovare in giro giocatori della sua qualità. I valori assoluti non si misurano su una singola annata: i valori restano, e Pulisic ha fatto gol importanti. Nelle ultime partite gli è mancato il gol, ma si è dato molto da fare e si è messo a disposizione della squadra.»

E poi, il messaggio alla squadra tutta: «Adesso bisogna mettere da parte gli obiettivi personali e lavorare per la squadra, sacrificandosi perché l’obiettivo finale è molto importante. Non contano più i sistemi di gioco o chi gioca: chi scende in campo o sta in panchina deve avere il giusto atteggiamento per aiutare la squadra a ottenere il risultato.» Una filosofia di gruppo, che mette il collettivo davanti a tutto.

Santiago Giménez: stagione difficile, ma il valore non si discute

Il caso più dibattuto tra i giornalisti è stato quello di Santiago Giménez. L’attaccante messicano — acquistato con grandi aspettative per il suo fiuto del gol — ha vissuto una stagione complicata: prima un infortunio alla caviglia che lo ha tenuto fuori per circa quattro mesi, poi difficoltà a trovare continuità al rientro.

Il mister ha difeso con convinzione il centravanti: «Santiago è arrivato l’anno scorso, ma ha avuto un problema alla caviglia e ha iniziato la stagione con quel problema, stando fuori per circa quattro mesi. È rientrato solo da qualche tempo e non è facile riprendere il ritmo e le situazioni favorevoli subito. Sta lavorando bene e l’impegno non manca. Rimane un giocatore di valore: questa annata meno positiva è dovuta a fattori esterni al campo come l’infortunio.»

Una lettura lucida e giusta: Giménez non è sceso di livello, ha semplicemente subito lo stop devastante di un infortunio prolungato, che chiunque — al suo posto — avrebbe faticato a smaltire in breve tempo. Il Milan crede nel suo centravanti, e i tifosi possono fare altrettanto.

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