Un pareggio che pesa: il Milan non trova ancora la sua identità
Il pareggio per 1-1 contro il Sassuolo a Reggio Emilia lascia un sapore amaro in bocca. Non tanto per il risultato in sé, quanto per quello che ha mostrato: un Milan ancora alla ricerca di una propria identità tattica, incapace di gestire il vantaggio e di reagire con carattere dopo il gol subito. Una fotografia preoccupante di una squadra che, a metà ottobre, stenta ancora a trovare una direzione chiara.
Due moduli, due facce: il Milan si trasforma ma non convince
Quello che ha colpito maggiormente nell’arco dei novanta minuti è stato il doppio cambio di assetto tattico operato da Rúben Amorim. Il Milan ha iniziato la gara con un 4-4-1-1, salvo poi passare nella ripresa a un più aggressivo 3-4-2-1. Una trasformazione favorita dall’ingresso in campo di Luka Modrić e dall’uscita di Pervis Estupiñán, uno dei meno brillanti della serata, con conseguente ridisposizione di Adrien Rabiot più avanzato e di Moreira in un ruolo ibrido da terzino alto.
Il risultato? Di fatto, due partite in una sola. Il primo tempo è stato opaco: un Milan piatto, compresso, con poco spirito propositivo e una costruzione del gioco quasi assente. Solo negli ultimi dieci minuti della prima frazione sono emersi segnali di vita, con alcune conclusioni interessanti che hanno acceso qualche speranza verso l’intervallo.
La ripresa: gol di Rabiot e poi il buio
La seconda metà di gara ha visto un Milan decisamente più vivo. Moreira, tra i più positivi in campo, ha confezionato l’assist per il gol di Rabiot, che ha portato i rossoneri sull’1-0. Fino a quel momento la squadra aveva tenuto bene il campo, creando più di qualche occasione e controllando discretamente i ritmi del match.
Poi, però, è arrivato il calo. Nei cinque minuti successivi alla rete, il Milan ha smesso di fare il Milan: ha abbassato la guardia, ha concesso spazi, ha rinunciato al controllo del pallone proprio nel momento più delicato. Mike Maignan è stato decisivo con un paio di interventi importanti, ma sul calcio d’angolo il muro difensivo ha ceduto, con Odenthal che ha firmato l’1-1.
Una fragilità difensiva che si è manifestata nel peggiore dei momenti possibili, proprio quando il Milan avrebbe dovuto gestire con maggiore lucidità il vantaggio acquisito.
Rabiot: «Bisogna mettere più uomini in area»
A fare l’analisi più lucida e coraggiosa è stato proprio Adrien Rabiot, che davanti alle telecamere non ha cercato scuse: «Abbiamo perso due punti dopo essere passati in vantaggio. Maignan ci ha salvato più volte, poi abbiamo subito gol su palla inattiva: con la difesa schierata non è accettabile concedere certe reti.»
Il centrocampista francese ha poi toccato un tema cruciale: il Milan attacca con troppo pochi uomini in area. Non si tratta di schierare più attaccanti, ma di avere centrocampisti e terzini capaci di inserirsi con continuità, di popolare la zona gol nei momenti giusti. Un possesso palla prolungato, come quello tipico del Milan, vale poco se non si traduce in densità offensiva vicino alla porta avversaria. «Lavoriamo su questo in allenamento», ha ammesso il francese, «ma non è semplice.»
Parole significative, quelle di un giocatore esperto come Rabiot — già a quota 3 gol e 2 assist in 6 gare di campionato — che suonano anche come una critica indiretta alla gestione tattica: spetta all’allenatore decidere quanti e quali giocatori devono proiettarsi in area durante la fase offensiva.
Amorim: «Avrei preferito perdere una partita e vincerne altre»
Lo stesso tecnico portoghese, al termine della gara, non ha nascosto la propria delusione: «Quando non vinciamo non siamo mai soddisfatti. Dopo il gol di Rabiot avremmo dovuto gestire meglio la partita, ma invece abbiamo subito gol su corner, e questo non è accettabile.»
Amorim ha anche fatto una riflessione interessante sulla classifica: nonostante il Milan sia imbattuto nelle ultime sei giornate di Serie A, i tre pareggi raccolti pesano come macigni. «Avrei preferito perdere una partita e vincerne altre piuttosto che portare a casa tre pareggi: sono sei punti persi.» Un concetto chiaro, che fotografa la distanza tra risultati accettabili e risultati utili per ambire davvero in alto.
La strada è tracciata: serve più carattere e più presenza in area
Il Milan ha i mezzi tecnici per fare molto di più. Lo dimostrano i lampi del finale del primo tempo, la qualità del gol di Rabiot e la capacità della squadra di tenere il campo nei momenti migliori. Ma serve continuità di atteggiamento, una lettura collettiva più matura delle fasi di gara, e quella densità offensiva che Rabiot giustamente reclama.
La prossima sfida, tra campionato ed Europa League — dove dopo la sconfitta all’esordio contro il Benfica serve assolutamente tornare a vincere — sarà un banco di prova fondamentale. Le contraddizioni emerse finora devono trasformarsi in certezze. Il potenziale c’è, adesso serve solo il coraggio di esprimerlo fino in fondo.




