Cissé show a Salisburgo: tre gol e un record che entra nella storia
Il nome della serata è uno solo: Alphadjo Cissé. Il giovane trequartista rossonero, classe 2005, ha trascinato il Milan alla vittoria sul campo del Salisburgo con una tripletta che lascia il segno non solo nel risultato — un netto 4-0 — ma anche nei libri di storia del calcio italiano in Europa.
A 19 anni e 358 giorni, Cissé è diventato il più giovane italiano di sempre a realizzare tre o più gol in una singola partita nelle principali competizioni europee. Un primato che parla da solo e che certifica il talento cristallino di un ragazzo che il Milan ha scelto con cura, gestendone la crescita con il giusto minutaggio e la giusta attenzione.
Un gol di testa, uno col destro, uno col sinistro: Cissé è completo
Ciò che colpisce di più, guardando la prestazione dell’italoguineano, non è soltanto il numero dei gol segnati, ma la varietà con cui li ha realizzati: di testa, col piede destro e col sinistro. Una completezza tecnica che raramente si vede in un giocatore così giovane. Il primo gol è arrivato con una bella combinazione con Rabiot e Omari Hutchinson, con Cissé che ha finalizzato di testa. Poi sono arrivate la seconda e la terza rete, prima che Gonçalo Ramos fissasse il punteggio sul definitivo 4-0.
Lo stesso Cissé, intervistato a fine partita, ha ribadito di saper svolgere anche un ruolo più avanzato: «Sì, posso farlo, l’ho fatto spesso, anche con la Nazionale Under-21, dove ho segnato con un tiro all’angolo alto dentro l’area». Parole che aprono scenari tattici molto interessanti.
Il vice-Ramos è già in casa Milan?
La domanda che rimbalza tra i tifosi e gli addetti ai lavori è ormai concreta: Cissé potrebbe fare il vice-Gonçalo Ramos? Le caratteristiche sembrano esserci tutte. Contro il Salisburgo il ragazzo ha mostrato un fiuto per il gol da centravanti vero, capace di inserirsi in area con i tempi giusti, leggere le traiettorie e concludere con precisione. Chi lo aveva osservato nella scorsa stagione in Serie B con il Catanzaro lo ricordava più come giocatore di raccordo e costruzione — lontano dal profilo del finalizzatore puro. Eppure contro il Salisburgo ha dimostrato tutt’altro, sorprendendo anche chi lo conosceva bene.
C’è chi, tra gli osservatori, aveva già intravisto questa possibilità: «Aspettando gennaio, il vice-Ramos potrebbe essere Cissé, con quei movimenti da centravanti». Un’idea che dopo questa serata austriaca sembra meno speculativa e molto più concreta.
Una crescita gestita con intelligenza
Il Milan ha scommesso su Cissé e sta raccogliendo i primi frutti di una gestione attenta. Il ragazzo non è stato gettato nella mischia senza criterio: gli è stato dato il tempo di ambientarsi, di crescere, di capire le richieste di Rúben Amorim. E lui, dal canto suo, ripaga con impegno, dedizione e prestazioni in costante miglioramento.
Va anche citato il caso di Francesco Camarda, altro giovane della rosa, che a 18 anni sta attraversando il suo percorso di crescita. Non bisogna dimenticare che molti attaccanti a quell’età non riescono nemmeno a mettere piede in Serie A: i giudizi devono essere ponderati e il margine di crescita, per entrambi i giovani rossoneri, è ancora enorme.
Quello che è certo è che la serata di Salisburgo ha acceso i riflettori su un talento che potrebbe diventare un punto fermo del Milan dei prossimi anni. Alphadjo Cissé ha fatto capire che non è qui per caso.




