Il nome di Rúben Amorim sale prepotentemente tra i candidati alla panchina del Milan. Secondo quanto riportato dal quotidiano portoghese A Bola, Zlatan Ibrahimović avrebbe già formulato una proposta concreta al tecnico portoghese: un contratto di due anni con opzione per il terzo, a circa 3,5 milioni di euro a stagione. Cifre in linea con la politica del club rossonero per quanto riguarda gli ingaggi degli allenatori.
Chi è Amorim e perché piace al Milan
Amorim, 40 anni, è un allenatore che ha costruito la propria reputazione nello Sporting Clube de Portugal, dove ha vinto il titolo di campione di Portogallo e si è distinto per un calcio propositivo e organizzato, basato su un solido impianto tattico con la difesa a tre. La sua esperienza al Manchester United, pur non avendo prodotto i risultati sperati, va contestualizzata: i Red Devils attraversano da anni una fase di profonda difficoltà, e praticamente nessuno degli allenatori succedutisi ha saputo invertire la rotta. Quella parentesi inglese non offusca un curriculum di tutto rispetto.
Amorim non ha ancora detto sì
Il tecnico lusitano, però, non è ancora convinto. Prima di rispondere, vuole capire con chiarezza quale sia il progetto sportivo del Milan, quali risorse saranno messe a disposizione e quale direzione intende prendere il club nel breve e medio periodo. Un atteggiamento professionale e comprensibile, considerata la fase di transizione dirigenziale che la società sta attraversando, ancora priva di un Direttore Sportivo e di un Amministratore Delegato.
Glasner e gli altri candidati
Oliver Glasner, tecnico austriaco già accostato al Milan nelle scorse settimane, rimane in corsa ma al momento sembra posizionarsi alle spalle di Amorim nelle preferenze della dirigenza rossonera. In questa estate, il Milan ha sondato numerosi profili — tra cui anche Xavi Hernández e Mauricio Pochettino — a dimostrazione di quanto sia ampia e attenta la ricerca. Come raccontato anche nelle ultime settimane su CasaMilan, la scelta dell’allenatore è il tassello più importante di questo nuovo ciclo rossonero.
Il ruolo di Ibrahimović e l’asse con RedBird
Non va dimenticato il peso specifico di Zlatan Ibrahimović all’interno della struttura del Milan: lo svedese è socio di RedBird Capital, ha investito nel progetto e ha voce in capitolo sulle decisioni più importanti. Non è un caso che sia lui a condurre le trattative con i potenziali allenatori. È stato proprio il nodo Ibrahimović ad aver complicato la trattativa con Ralf Rangnick, che avrebbe chiesto di operare senza interferenze — condizione incompatibile con il ruolo del numero 11 più famoso della storia rossonera all’interno del club.
Il nome di Amorim è dunque caldo. Ora si attende la risposta definitiva del tecnico portoghese, che deve valutare con attenzione ogni dettaglio prima di abbracciare il progetto Milan. Il Diavolo ha fretta, ma vuole fare le cose per bene.




