Milan, il caos in dirigenza: Allegri aveva già l’accordo col Napoli, Furlani firma da licenziato e Calvelli diventa l’uomo chiave

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Il Milan è al centro di una delle sue fasi più turbolente degli ultimi decenni. Mentre la tifoseria rossonera metabolizza l’ennesima stagione sotto le aspettative, emergono retroscena che spiegano, almeno in parte, il crollo delle ultime settimane. A fare luce sulla situazione è stato Gianluca Di Marzio, noto esperto di calciomercato, che ha rivelato un dettaglio clamoroso: Massimiliano Allegri aveva già raggiunto un accordo di massima con il Napoli prima della partita contro il Cagliari.

Il retroscena Allegri-Napoli: un accordo prima del disastro

Secondo quanto riportato da Di Marzio, l’ormai ex tecnico rossonero aveva già definito le linee generali di un’intesa con il club partenopeo ancora prima che il match contro i sardi si disputasse. Una notizia che, se confermata, getta una luce inquietante sull’andamento del finale di stagione del Milan.

Non è un caso che nei giorni precedenti alla gara circolassero voci su contatti tra Allegri e il Napoli, su una cena con Manan e su chiamate esplorative. Quei segnali, evidentemente sottovalutati, erano già la spia di una situazione interna compromessa. L’allenatore — come spesso accade in questi casi — aveva percepito di essere circondato da un clima ostile, un vero e proprio lavoro di «terra bruciata» attorno alla sua figura, e si era mosso in anticipo per garantirsi una via d’uscita.

Il risultato è stato devastante per i rossoneri: dopo il derby, il Milan ha raccolto pochissimi punti, con una media da zona retrocessione. Nello spogliatoio le voci giravano, i giocatori erano distratti dalle notizie sul futuro dell’allenatore, e la testa di qualcuno era già rivolta al Mondiale più che agli obiettivi di club. Un cortocircuito devastante, classico esempio di come le dinamiche extracampo possano affondare una squadra.

Il Milan come una scatola vuota: niente allenatore, niente DS, niente CEO

La situazione attuale in casa Milan è a dir poco surreale. Come riportiamo da giorni, il club rossonero si trova senza allenatore, senza direttore sportivo e senza CEO. Una scatola vuota, come è stata efficacemente descritta: la struttura c’è, ma la governance è assente.

E la situazione ha anche un paradosso grottesco: Giorgio Furlani, licenziato da Gerry Cardinale, è ancora tecnicamente colui che firma i documenti ufficiali del club, in attesa della nomina di un nuovo amministratore delegato. Il Consiglio di Amministrazione ha confermato questa anomalia, sottolineando che fino all’individuazione di un nuovo AD — che potrebbe arrivare nelle prossime ore o giorni — Furlani manterrà il potere di firma. Una contraddizione che la dice lunga sulla confusione che regna in questo momento nella società rossonera.

Calvelli e Ibrahimovic: i veri registi del casting rossonero

In questo contesto emerge con forza il ruolo di Massimo Calvelli, figura da tempo indicata come sempre più centrale nelle dinamiche del club. Insieme a Zlatan Ibrahimovic, Calvelli — che proviene da una lunga esperienza ai vertici dell’ATP nel mondo del tennis — sta guidando il processo di selezione per ridisegnare l’organigramma del Milan.

Va sottolineato che né Calvelli né Ibrahimovic sono dipendenti del Milan in senso stretto: entrambi operano come consulenti legati alla galassia RedBird Capital Partners, la società di Cardinale. In pratica, il numero uno di RedBird ha scelto di affidarsi ai propri uomini di fiducia, estromettendo i dirigenti di derivazione Elliott come Furlani, e affidando la gestione operativa a figure esterne all’organigramma ufficiale.

Calvelli e Ibrahimovic sono attualmente al lavoro per identificare il nuovo CEO, il nuovo direttore sportivo e, soprattutto, il prossimo allenatore. Sul fronte tecnico, come già anticipato, rimane aperto il capitolo Ralf Rangnick: il tecnico tedesco classe 1958, attuale commissario tecnico dell’Austria, è stato individuato come l’uomo giusto per guidare il rilancio rossonero, ma ha posto delle condizioni e chiesto garanzie precise prima di accettare qualsiasi proposta.

Verso la rinascita: il Milan ha le risorse per ripartire

Nonostante il caos del momento, è importante non perdere di vista la prospettiva. Il Milan è uno dei club più titolati e prestigiosi della storia del calcio mondiale: 19 Scudetti, 7 Champions League, una storia che parla da sola. Le crisi, per quanto dolorose, fanno parte del percorso di ogni grande club.

Il lavoro di Calvelli e Ibrahimovic, se condotto con criterio e lungimiranza, può portare a scelte coraggiose e vincenti. La piazza merita risposte rapide e concrete, e la dirigenza — in qualunque forma si comporrà — dovrà essere all’altezza di un club che ha scritto pagine indelebili nella storia del calcio europeo. La rinascita è possibile, e i tifosi rossoneri lo sanno bene.

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