Rangnick in pole: il Milan potrebbe affidarsi alla sua visione
Tra i tanti nomi che circolano in questi giorni attorno al Milan, uno si fa sempre più concreto: quello di Ralf Rangnick. Stando alle ultime indiscrezioni, Zlatan Ibrahimovic starebbe spingendo fortemente per portare il tecnico e manager tedesco-austriaco come direttore tecnico del club rossonero, affidandogli le chiavi dell’intera struttura sportiva.
Come già anticipato nei giorni scorsi, Rangnick è in trattativa con Ibrahimovic e Cardinale per un ruolo di primo piano nell’organigramma rossonero. La visione del manager austriaco è chiara: costruire un progetto dall’alto verso il basso, portando con sé uomini di fiducia sia in panchina che nell’area tecnica.
Chi è Matthias Jäissle: il candidato alla panchina del Milan
Il nome che Rangnick porterebbe con sé per la panchina è quello di Matthias Jäissle, allenatore tedesco classe 1987, attuale tecnico dell’Al-Ahli in Arabia Saudita. Da giocatore era un difensore; da allenatore ha già dimostrato di saper vincere, portando il club saudita alla conquista di due Champions asiatiche.
Jäissle è un prodotto diretto della scuola di Rangnick: il suo calcio si basa su pressing intenso, verticalizzazioni rapide e un gioco offensivo ad alta intensità, esattamente ciò che il padre putativo del gegenpressing ha sempre predicato e applicato nelle sue esperienze con RB Lipsia, Salisburgo e nella nazionale austriaca.
A soli 38 anni, Jäissle rappresenterebbe una scommessa giovane e ambiziosa, un profilo su cui costruire un ciclo. Va detto, però, che allenare in Arabia Saudita è un’esperienza molto diversa dal gestire la pressione quotidiana di un club come il Milan, con la sua tifoseria, la sua storia e il suo contesto mediatico. La Serie A ha le sue specificità e gli allenatori stranieri hanno spesso faticato ad adattarsi — anche se le eccezioni non mancano.
Un progetto totale: Rangnick vorrebbe gestire tutto
Lo scenario che si prospetta non è solo quello di un allenatore: se Rangnick dovesse arrivare al Milan come direttore tecnico, vorrebbe strutturare il club secondo la sua filosofia a 360 gradi. Ciò significa scegliere personalmente il direttore sportivo, impostare il lavoro del settore giovanile con i propri collaboratori e costruire un’identità di gioco riconoscibile e coerente dal basso verso l’alto della piramide rossonera.
Un progetto ambizioso, senza dubbio. E stimolante. La chiarezza di visione che Rangnick porta con sé potrebbe essere esattamente la bussola di cui il Milan ha bisogno in questo momento di transizione.
Glasner resta un’alternativa concreta
Nel caso in cui lo scenario Rangnick-Jäissle non si concretizzasse, un nome che rimane vivo nelle riflessioni rossonere è quello di Oliver Glasner. Il tecnico austriaco, già accostato al Milan nelle scorse settimane, è considerato un’alternativa credibile, specialmente in caso di un arrivo di Rangnick che preferisse puntare su un altro profilo in panchina.
Glasner porta con sé esperienza europea di primo livello e uno stile di gioco propositivo che si adatterebbe bene alle caratteristiche della rosa rossonera. Il suo nome resta dunque in lista, pronto a scalare posizioni qualora le trattative principali non dovessero andare in porto.
Il nodo Mondiali: Rangnick sarà disponibile?
C’è però un elemento complicato da non sottovalutare: Rangnick è attualmente impegnato con la nazionale austriaca nella preparazione ai Mondiali 2026. Questo significa che, almeno fino al termine della competizione, la sua disponibilità a lavorare a tempo pieno sul progetto Milan sarebbe limitata. Un fattore che potrebbe rallentare ulteriormente la pianificazione estiva del club, già in forte ritardo rispetto ai competitor.
Il Milan, però, ha tutte le risorse e la storia necessarie per fare le cose per bene. La strada è tracciata: ora serve solo la giusta determinazione per percorrerla.




