Solo cinque gol dal reparto offensivo nel girone di ritorno: i numeri del Milan preoccupano
Il Milan si trova a fare i conti con una statistica che non può passare inosservata: nel girone di ritorno della Serie A 2025-2026, gli attaccanti rossoneri hanno messo a segno complessivamente soltanto cinque gol. Un dato che pesa come un macigno sulle ambizioni di un club con la storia e il blasone del Diavolo.
Chi ha segnato e chi no
A contribuire a questo magro bottino sono stati solo tre elementi su cinque a disposizione di mister Allegri. Rafael Leao ha realizzato due reti, così come Christopher Nkunku, mentre Niclas Füllkrug ha timbrato il cartellino una sola volta. Restano a secco nel girone di ritorno sia Christian Pulisic che Santiago Gimenez, quest’ultimo condizionato anche da un lungo infortunio che lo ha tenuto fuori per quattro mesi.
Paradossalmente, nel 2026 sono stati i centrocampisti e i difensori a fare la differenza sotto porta: Adrien Rabiot con due gol, Strahinja Pavlović con altrettante marcature, e poi singole reti di De Winter, Luka Modrić e Youssouf Fofana contro il Torino.
Digiuni da record: i numeri che fanno riflettere
Analizzando i singoli digiuni, emerge un quadro ancora più significativo:
- Christopher Nkunku: non segna da 103 giorni, l’ultima rete risale a Bologna-Milan.
- Christian Pulisic: a secco da 100 giorni, ultimo gol nel Milan-Verona 3-0 del 28 dicembre.
- Niclas Füllkrug: non trova la via del gol da 79 giorni, dal Milan-Lecce 1-0 del 18 gennaio.
- Santiago Gimenez: ultimo gol in campionato nel Milan-Bologna 3-1, 63 giorni fa, ma va considerato il lungo stop per infortunio.
- Rafael Leao: il più “recente” con 37 giorni di digiuno, e con nove gol in Serie A resta comunque il miglior marcatore rossonero in questa stagione.
Dal 2015 manca un bomber da 20 gol: l’ultimo fu Carlos Bacca
C’è un altro dato storico che alimenta il dibattito: il Milan non ha più avuto un attaccante capace di avvicinarsi alla soglia dei 20 gol stagionali in Serie A da ben undici anni. L’ultimo a riuscirci fu Carlos Bacca nella stagione 2015-2016, quando il colombiano mise a segno 18 reti in campionato. Dopo di lui, solo Olivier Giroud e Zlatan Ibrahimović raggiunsero quota 15, ma nessuno si è più avvicinato a quel traguardo.
Per un club delle dimensioni e dell’ambizione del Milan, è un dato che evidenzia la necessità di investire su un centravanti di livello internazionale, un profilo capace di garantire almeno 20 gol a stagione.
Responsabilità condivise e uno sguardo al futuro
Sarebbe ingiusto scaricare l’intero peso della situazione sulle spalle dei soli attaccanti. Le responsabilità vanno distribuite: dal mercato, che non ha fornito fin da subito le pedine giuste, al sistema di gioco, che in alcune fasi ha limitato la produzione offensiva, fino ovviamente ai singoli interpreti che non sono riusciti a essere decisivi nelle occasioni avute.
Tuttavia, la prospettiva resta positiva. Il Milan ha ancora sette partite per raddrizzare la stagione e centrare l’obiettivo Champions League. Con il possibile passaggio al 4-3-3 e tutti gli attaccanti ora disponibili, i presupposti per una svolta ci sono tutti. Il talento in rosa non manca: serve solo la scintilla giusta per accendere la fase offensiva e regalare ai tifosi rossoneri le soddisfazioni che meritano.
In estate, poi, il mercato potrà colmare le lacune e regalare al Milan quel bomber da 20 gol che manca ormai da troppo tempo. La storia rossonera insegna che dopo i momenti di difficoltà arrivano sempre le rinascite più belle.






