Il caso Collu: dalla ribalta all’oblio dopo Milan-Lazio
Sta facendo discutere, e non poco, la vicenda legata all’arbitro Collu, giovane direttore di gara che sembrava destinato a una carriera in rapida ascesa nel panorama arbitrale italiano. Un percorso promettente, interrottosi bruscamente dopo un episodio ben preciso: Milan-Lazio, una partita che potrebbe aver segnato un punto di svolta — in negativo — nella sua stagione.
Cosa è successo in Milan-Lazio
Durante il match tra i rossoneri e i biancocelesti, Collu prese una decisione favorevole al Milan, giudicata poi corretta dalla stessa Associazione Italiana Arbitri. L’arbitro venne richiamato al monitor dal VAR, dove — secondo quanto riportato da diverse fonti — fu sottoposto a forti pressioni per cambiare la propria valutazione. Collu, però, non si piegò: restò fermo sulla propria decisione, convinto della correttezza del suo giudizio. Una scelta coraggiosa, che tuttavia sembra avergli costato cara.
I numeri che raccontano l’esclusione
I dati parlano in modo eloquente. Prima di Milan-Lazio, nelle prime 13 giornate di campionato, Collu aveva diretto 8 partite. Un ritmo importante per un arbitro in crescita, segno evidente della fiducia riposta in lui dai vertici della classe arbitrale. Dopo quella gara, nelle successive 13 giornate, le designazioni sono crollate a sole 3 direzioni.
Un calo drastico, difficile da giustificare con motivazioni puramente tecniche. Si tratta di un danno economico, perché meno partite significano meno compensi, ma soprattutto di un danno d’immagine per un arbitro che stava costruendo la propria reputazione ai massimi livelli del calcio italiano.
Il messaggio implicito: il VAR comanda?
La vicenda di Collu apre un interrogativo di fondo sul ruolo del VAR nel calcio italiano. In teoria, la tecnologia dovrebbe limitarsi a segnalare all’arbitro la necessità di rivedere un’azione, lasciando poi a lui la decisione finale. Nella pratica, però, sembra che le cose vadano diversamente.
Quando un arbitro che ha il coraggio di mantenere la propria posizione — peraltro giudicata corretta — viene poi progressivamente escluso dalle designazioni, il messaggio che arriva alla categoria è chiaro: bisogna conformarsi.
Non solo Milan-Lazio: i precedenti recenti
Episodi simili si sono verificati anche in altre circostanze. Nel recente Parma coinvolto in una gara dove l’arbitro era convinto della propria decisione, il cosiddetto “varista” è riuscito a fargli cambiare idea. Successivamente, in Cagliari-Parma, per ben due volte l’arbitro è intervenuto per sanzionare presunti blocchi dei giocatori ducali sul portiere Caprile del Cagliari, salvo poi emergere che le decisioni iniziali fossero corrette trattandosi di blocchi regolari.
Una sequenza di episodi che alimenta perplessità sulla coerenza e l’indipendenza delle decisioni arbitrali in Serie A.
Il Milan e la questione arbitrale
Per il Milan e i suoi tifosi, la vicenda Collu rappresenta l’ennesimo capitolo di una stagione in cui il tema arbitrale ha spesso tenuto banco. I rossoneri, tuttavia, hanno sempre dimostrato di saper rispondere sul campo con le proprie qualità, senza lasciarsi condizionare dalle polemiche extra-sportive.
Resta il fatto che la trasparenza nelle designazioni e nel funzionamento del VAR è un tema che riguarda l’intero movimento calcistico italiano e che meriterebbe un dibattito aperto e costruttivo, nell’interesse della credibilità della Serie A.






