Pochettino: un nome che stuzzica la fantasia rossonera
Nel valzer di nomi che anima il mercato degli allenatori in casa Milan, uno su tutti accende la fantasia per il suo profilo internazionale e la sua valenza strategica: Mauricio Pochettino. L’argentino, attuale commissario tecnico della nazionale degli Stati Uniti, è stato già sondato nelle scorse settimane dall’ex CEO rossonero Giorgio Furlani, a riprova di quanto il suo nome sia stato tenuto in considerazione da tempo.
Pochettino è un tecnico con un curriculum di primissimo livello: ha trasformato il Tottenham Hotspur in una delle squadre più spettacolari d’Europa, portandolo fino alla finale di Champions League nel 2019. Ha poi allenato il Paris Saint-Germain e il Chelsea, accumulando esperienza nei più grandi club del continente. Una figura di spessore assoluto, capace di trasmettere un’identità di gioco chiara e riconoscibile.
Il progetto strategico: Milan e Stati Uniti, un legame da costruire
C’è però un aspetto che va oltre il semplice profilo tecnico: la scelta di Pochettino si inserirebbe in una visione più ampia portata avanti da Gerry Cardinale. Il patron di RedBird Capital punta da tempo a rafforzare il brand Milan negli Stati Uniti, mercato in fortissima crescita anche grazie al boom del calcio generato dall’assegnazione dei Mondiali 2026 al Nord America. Avere un CT americano come allenatore del Milan non sarebbe solo una scelta tecnica, ma un investimento di marketing e posizionamento globale.
Pochettino, pur essendo argentino di nascita, guida la nazionale statunitense ed è percepito come una figura fortemente legata al calcio americano. Il suo nome sul ticket del Milan darebbe un segnale preciso al pubblico d’oltreoceano.
I nodi da sciogliere: il Mondiale in casa non aspetta
Tuttavia, come spesso accade quando si parla di profili di questo calibro, i nodi da sciogliere non mancano. Il problema principale è di carattere temporale: Pochettino è impegnato con gli Stati Uniti ai Mondiali 2026, che si disputano proprio in casa americana. Una competizione che assorbirà completamente l’attenzione del tecnico almeno fino a luglio, rendendo praticamente impossibile una pianificazione estiva condivisa con il Milan già da giugno.
Significa saltare di fatto tutto il mese di giugno: il ritiro, le amichevoli, la valutazione della rosa, le prime trattative di mercato. Un ritardo strutturale non da poco per un club che ha già perso settimane preziose. In questo contesto, la capacità del Milan di pianificare con anticipo e creare una struttura tecnica solida attorno all’allenatore sarà fondamentale per non trovarsi in difficoltà ad agosto.
La confusione dei contatti: chi parla con chi?
Un altro elemento che emerge con chiarezza è la frammentarietà dei contatti. Secondo quanto filtrato, Pochettino sarebbe stato avvicinato da persone diverse in momenti diversi: prima Furlani, poi altri interlocutori. Una situazione che rischia di creare disorientamento nello stesso allenatore, che si trova a dialogare con figure che nel frattempo sono cambiate. Serve quindi, prima di tutto, che il Milan definisca con chiarezza la propria catena di comando interna.
Questo passaggio è indispensabile: qualunque allenatore di livello, prima di firmare, vorrà sapere con certezza chi sarà il suo interlocutore, chi avrà l’ultima parola sul mercato e qual è la visione a lungo termine del club. Una volta che il Milan avrà risposto a queste domande con concretezza, la trattativa con Pochettino — o con qualsiasi altro candidato — potrà procedere su basi solide.
Lo scenario complessivo: la strada è in salita, ma il Milan è il Milan
Il quadro attuale vede dunque due macro-scenari sul tavolo: da un lato il progetto Rangnick-Jäissle con possibile coinvolgimento di Glasner; dall’altro la suggestione Pochettino, più affascinante mediaticamente ma più complessa da realizzare nei tempi richiesti.
La strada è in salita, non si può negarlo. Ma la storia del Milan è costellata di momenti in cui, da situazioni difficili, il club ha saputo tirar fuori decisioni coraggiose e vincenti. L’estate 2026 sarà decisiva, e i tifosi rossoneri hanno tutto il diritto di aspettarsi risposte all’altezza di una delle squadre più titolate al mondo.






