Paratici al Corriere della Sera: il racconto inedito sulla trattativa con il Milan
Una rivelazione destinata a far discutere il mondo rossonero. Fabio Paratici, attualmente direttore sportivo della Fiorentina, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera in cui ha svelato retroscena significativi sulla trattativa che nella scorsa estate lo avrebbe dovuto portare al Milan come nuovo direttore sportivo.
Due accordi trovati e poi sfumati
Il dirigente piemontese non ha usato giri di parole: “Avevamo chiuso con il Milan due volte nel giro di 15 giorni, mancava solo la firma”. Parole che confermano quanto nell’ambiente milanista circolava già da tempo, ovvero che il club di via Aldo Rossi aveva individuato in Paratici il profilo ideale per guidare l’area sportiva. Secondo le ricostruzioni, Giorgio Furlani lo aveva scelto come primo obiettivo per rinforzare la struttura dirigenziale rossonera.
All’epoca Paratici stava scontando una squalifica legata alla vicenda delle plusvalenze alla Juventus, con scadenza fissata a metà luglio. Dietro le quinte il lavoro poteva già cominciare, ma l’annuncio ufficiale sarebbe arrivato solo dopo il 15 luglio.
Il presunto ruolo di Marotta e le versioni a confronto
Sul mancato accordo si sono rincorse diverse ipotesi. La più rumorosa chiamava in causa Giuseppe Marotta, attuale presidente dell’Inter, che avendo lavorato a lungo con Paratici alla Juventus ne conosceva bene le qualità da dirigente. Secondo questa ricostruzione, Marotta avrebbe fatto di tutto per ostacolare l’approdo dell’ex collega sulla sponda rossonera del Naviglio.
Paratici, però, ha raffreddato questa teoria con una battuta emblematica: “Non lo so, non credo sia stato lui. Ha smentito, non l’ho chiamato. Cosa potevo dirgli? ‘Sei stato tu?’. E lui cosa poteva rispondermi? ‘No, figurati’”.
L’altra versione, più concreta, chiama in causa l’aspetto economico e contrattuale. Paratici avrebbe chiesto al Milan garanzie progettuali solide, uno stipendio adeguato e un contratto ben definito. Il club, alla fine, avrebbe deciso di non impegnarsi a quelle condizioni e avrebbe fatto un passo indietro.
Il Milan e la scelta del direttore sportivo: un percorso travagliato
Con la pista Paratici tramontata, i rossoneri avrebbero virato su Tony D’Amico, direttore sportivo dell’Atalanta, ma anche in quel caso non fu possibile liberarlo dal club bergamasco. Il Milan perse così tempo prezioso nella scelta del responsabile dell’area tecnica, e questo ritardo si è inevitabilmente riflesso sulle operazioni di mercato della scorsa estate.
Quando un direttore sportivo comincia a lavorare in ritardo, gli obiettivi di mercato più ambiti sfumano, e questo è stato uno dei fattori che ha caratterizzato la campagna acquisti rossonera della passata stagione. Un capitolo ormai chiuso, dal quale il Milan ha tratto insegnamenti importanti per il futuro.
Paratici elogia Allegri: “Il più intelligente di tutti”
Nella stessa intervista al Corriere della Sera, il dirigente ora alla Fiorentina ha speso parole lusinghiere per Massimiliano Allegri, definendolo “il più intelligente di tutti” ed evidenziando come la sua straordinaria capacità di relazione con i giocatori faccia la differenza nella gestione di uno spogliatoio ad alti livelli.
Fonte: Corriere della Sera






