Il Milan è al lavoro per chiudere il capitolo più importante dell’estate rossonera: la scelta del nuovo allenatore. Oggi si terrà un incontro tra Zlatan Ibrahimovic, Calvelli e Oliver Glasner, tecnico austriaco reduce dall’esperienza al Crystal Palace, dove ha conquistato tre trofei in una sola stagione — un risultato storico per un club che non aveva mai vinto nulla nella sua storia. Un curriculum, il suo, che parla chiaro.
Glasner in vantaggio: perché l’austriaco convince
Glasner non è un nome nuovo nel panorama europeo. Prima del Crystal Palace, l’allenatore nativo di Wels aveva già dimostrato il proprio valore all’Eintracht Francoforte, guidando i tedeschi alla vittoria dell’Europa League nel 2022. Il suo calcio propositivo, la sua capacità di valorizzare i giocatori e di costruire un’identità tattica chiara lo rendono un profilo interessante per una squadra che deve ripartire con ambizioni concrete.
In questo momento, Glasner sembra essere in vantaggio rispetto ad Arne Slot, l’altro nome circolato con insistenza nelle ultime ore. L’elemento che rafforza la candidatura dell’austriaco è il suo legame con la filosofia di Ralf Ragnick: Glasner appartiene a quella galassia di allenatori che condividono un approccio moderno al calcio, basato sull’intensità, il pressing e una struttura organizzativa solida.
La soluzione Ragnick + Glasner: un tandem credibile
Il vero scenario che si va delineando è quello di un doppio incarico: Ragnick come figura dirigenziale di riferimento e Glasner come allenatore della prima squadra. Una soluzione che avrebbe una sua logica interna, considerando che Ragnick ha costruito la propria carriera proprio lanciando e valorizzando tecnici di alto livello — come dimostrato con il progetto Red Bull tra Lipsia, Salisburgo e non solo.
Tuttavia, restano dei nodi da sciogliere. Ragnick è ancora CT dell’Austria e tra meno di un mese partirà per il Mondiale: gestire contemporaneamente la Nazionale e la costruzione di un nuovo Milan, con tutto ciò che comporta in termini di mercato, trattative e pianificazione tecnica, non è certamente un compito semplice. Un uomo di 68 anni, con il peso della Nazionale austriaca sulle spalle, dovrà dimostrare di poter reggere su due fronti così impegnativi.
Arne Slot: suggestione difficile da concretizzare
Sul fronte Arne Slot, il quadro appare più complicato. Il tecnico olandese, che ha allenato il Liverpool concludendo la propria esperienza con un titolo vinto al primo anno e una stagione più difficile al secondo — nonostante una campagna acquisti da quasi 400 milioni di euro — ha un ingaggio elevato, attorno agli 8 milioni a stagione. Secondo quanto trapelato dall’Inghilterra, Slot starebbe valutando proposte dalla Premier League piuttosto che imbarcarsi in un progetto di ricostruzione come quello del Milan.
Va detto che Slot conosce bene Santiago Giménez: l’attaccante messicano, oggi al Milan, ha lavorato con lui ai tempi del Feyenoord. Un dettaglio non trascurabile in ottica futura.
Il nodo organizzativo: si procede ancora a rovescio
Rimane aperta, e non di poco conto, la questione legata alla struttura dirigenziale. A oltre una settimana dai grandi cambiamenti in casa rossonera, il Milan è ancora privo di un amministratore delegato, un direttore sportivo e un direttore tecnico. Una situazione anomala per un club della storia e del blasone dei rossoneri.
La logica vorrebbe che prima si definisse il vertice dirigenziale — CEO, DS, DT — e solo successivamente si procedesse alla scelta dell’allenatore. Invece, si sta percorrendo il percorso inverso: si incontra prima il tecnico, e poi si costruirà attorno a lui la struttura. Come già evidenziato nelle scorse settimane, il vuoto di potere in casa Milan pesa sul presente e sul futuro del club, e ogni giorno che passa senza decisioni definitive rischia di allungare ulteriormente i tempi di una ricostruzione già in ritardo rispetto ai concorrenti.
Oggi la giornata chiave: incontro conoscitivo o trattativa vera?
L’incontro di oggi tra Ibrahimovic, Calvelli e Glasner sarà rivelatore. La domanda è: si tratterà di un primo contatto esplorativo, oppure si entrerà nel vivo dei dettagli tecnici ed economici? Se Glasner dovesse convincere le parti, la soluzione Ragnick + Glasner potrebbe davvero essere vicina alla chiusura. Un passo concreto verso la rinascita rossonera, atteso da tifosi e addetti ai lavori.
Il Milan ha tutto il potenziale per costruire un progetto ambizioso e vincente. Ora serve solo la lucidità per fare le scelte giuste, nei tempi giusti.






