Milan nel caos totale: senza allenatore, DS né CEO al 29 maggio. Il club rossonero cerca ancora una guida

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Milan nel caos: ancora nessuna guida tecnica né dirigenziale

È il 29 maggio 2026 e il Milan non ha ancora un allenatore, un direttore sportivo, un direttore tecnico né un amministratore delegato. Un’situazione che fa discutere e che, oggettivamente, richiede risposte rapide e decise. Mentre Juventus, Napoli e Inter hanno già sistemato le rispettive panchine, il club di via Aldo Rossi è ancora in una fase di profonda riflessione e ricerca.

A Milano si moltiplicano i contatti: telefonate, sondaggi, incontri esplorativi. Agenti e procuratori confermano di essere stati contattati dal club, segno che la dirigenza rossonera sta esplorando ogni opzione disponibile sul mercato. La macchina si è messa in moto, anche se con ritardo rispetto ai competitors diretti.

Napoli chiude Allegri in quattro giorni: il paragone che brucia

Il caso più emblematico arriva proprio dall’altra parte: Aurelio De Laurentiis, dopo l’addio di Antonio Conte, ha chiuso per Massimiliano Allegri in meno di quattro giorni, siglando un contratto biennale. Allegri torna in panchina e lo fa ripartendo dal Napoli, squadra con la quale il tecnico toscano si è già affrontato in passato da avversario. Una mossa rapida, decisa, efficace. Tutto quello che al Milan sembra ancora mancare in questa fase.

Come riportato anche in precedenti approfondimenti su questo sito, il mercato degli allenatori si è infiammato e il Milan ha osservato da spettatore, una posizione che non si addice a un club della storia e del blasone rossonero.

I rifiuti pesano: Iraola dice no e il segnale è forte

Non si può ignorare il dato più scomodo di questa fase: alcuni allenatori hanno già rifiutato il Milan. Il caso più clamoroso è quello di Andoni Iraola, tecnico emergente fresco di separazione dal Bournemouth, che non ha preso nemmeno in considerazione l’offerta rossonera a causa della disorganizzazione percepita all’interno del club.

Questo è un segnale importante su cui riflettere. Gli allenatori di oggi non si muovono più solo per il nome o il blasone: chiedono un progetto chiaro, una struttura organizzativa definita, un budget realistico e la certezza di sapere chi comanda e con quale visione. Elementi che, in questo momento, il Milan fatica a garantire con chiarezza.

La buona notizia? Questo vuol dire che chi arriverà avrà scelto il Milan con piena consapevolezza e convinzione, il che è un punto di forza non da poco.

La riorganizzazione è totale: non solo la panchina

Il nodo allenatore è solo la punta dell’iceberg. Il Milan deve riorganizzarsi completamente: serve un direttore sportivo, un direttore tecnico, un amministratore delegato e un piano organico di calciomercato. Un cantiere aperto su più fronti, che richiede visione e coordinamento. La sfida è grande, ma la storia del Milan insegna che nei momenti di transizione il club ha saputo spesso reinventarsi e tornare più forte di prima.

Per quanto riguarda la figura del direttore sportivo, uno dei nomi circolati è quello di Francisco Planes, attualmente sotto contratto, con la posizione ancora da definire. Si tratta di un profilo di esperienza internazionale che potrebbe portare competenze e visione utili al progetto.

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