Milan nel caos dirigenziale: a un mese dai licenziamenti ancora nessun DS, e il mercato aspetta

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Un mese di immobilismo: il Milan senza guida tecnica

Siamo al 21 giugno 2026 e il Milan si trova in una situazione che, a volerla descrivere con franchezza, ha pochi precedenti nella storia recente del club. Sono passate quasi quattro settimane dai licenziamenti dei principali dirigenti sportivi — tra cui Igli Tare e Giorgio Furlani — e ancora non è stato nominato alcun sostituto in grado di guidare la macchina del calciomercato rossonero.

Un vuoto che pesa. Non si tratta solo di un organigramma incompleto su carta: senza un Direttore Sportivo o un Direttore Tecnico, il Milan non può avviare trattative ufficiali con agenti e procuratori, non può ricevere né presentare offerte concrete per i giocatori, e soprattutto non può costruire un progetto tecnico strutturato per la prossima stagione.

Chi decide? Il caso Gimenez e l’interesse dell’Orlando City

A rendere ancora più evidente la fragilità di questa situazione è il caso Santiago Gimenez. L’attaccante messicano, arrivato al Milan nella scorsa stagione dopo una brillante esperienza al Feyenoord, sarebbe finito nel mirino dell’Orlando City, club della MLS americana. Secondo voci provenienti direttamente dal Messico — dove il centravanti è notissimo — la franchigia statunitense avrebbe manifestato un forte interesse per portarlo oltreoceano.

Ma ecco il punto: chi tratta? Chi valuta l’offerta? Chi risponde all’Orlando City? Le deleghe lasciate vacanti da Furlani sarebbero formalmente passate a Calvelli, figura amministrativa interna, che però non possiede le competenze tecnico-sportive necessarie per gestire trattative di questo livello. Può eventualmente arrivare un parere dall’allenatore, ma non basta: serve una figura dirigenziale completa, capace di interloquire con gli agenti e di avere una visione complessiva della rosa.

Quanto a Gimenez, i rumors sembrano per ora destinati a restare tali. Il numero 9 rossonero ha vissuto un Mondiale 2026 con il Messico al di sotto delle aspettative — pochissimi minuti nella seconda gara, assente nella prima — ma le sue ambizioni restano europee. Giocare nella MLS non rientra, almeno per ora, nei suoi piani: il salto dalla Serie A all’America sarebbe un passo indietro dal punto di vista competitivo, e l’attaccante classe 2001 ha ancora molta strada da fare nel calcio che conta.

Il raduno si avvicina: tre settimane per costruire tutto

La cosa che preoccupa maggiormente è il fattore tempo. Tra meno di tre settimane il Milan dovrà presentarsi al raduno per l’inizio della nuova stagione. E le figure chiave — quelle che dovranno costruire la rosa insieme all’allenatore — non sono ancora state individuate. Il casting per il nuovo DS è ripartito, ma il tempo stringe in modo preoccupante.

Non è un segreto che il Milan sia già in ritardo rispetto alle altre big di Serie A e alle principali squadre europee, molte delle quali hanno già definito i loro obiettivi di mercato e avviato trattative concrete. Costruire una rosa competitiva in poche settimane, partendo praticamente da zero sul fronte dirigenziale, sarà una sfida enorme. Una sfida che, però, questa squadra e questa tifoseria meritano di vedere affrontata con la massima determinazione e serietà.

I tifosi rossoneri sanno bene che il Milan, quando trova la sua strada, sa essere grande. E questa estate, per quanto complicata, può ancora trasformarsi in un’opportunità di rilancio.

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