Milan, Iraola resta il favorito per la panchina: dubbi concreti sul nome Rangnick

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La panchina del Milan: Iraola è ancora il candidato numero uno

Mentre il caos dirigenziale tiene banco a Casa Milan, il nodo tecnico resta uno dei più urgenti da sciogliere: chi siederà sulla panchina rossonera nella prossima stagione? Le ultime ore non hanno portato certezze, ma hanno aggiunto nuovi elementi al puzzle.

Andoni Iraola, tecnico basco con un curriculum in crescita costante, rimane il profilo più gradito all’interno della dirigenza rossonera. Ci sono stati ulteriori contatti e incontri nelle ultime settimane, e lo spagnolo avrebbe manifestato un interesse genuino per il progetto Milan. Un nome giovane, metodico, capace di valorizzare i calciatori: esattamente il tipo di allenatore che il club sembra voler cercare per questa nuova fase.

Non mancano però le complicazioni: anche il Crystal Palace è fortemente interessato a Iraola, e la corsa per assicurarsi le sue prestazioni potrebbe farsi serrata nelle prossime settimane. Paradossalmente, proprio il Crystal Palace potrebbe però liberare un altro nome interessante: Oliver Glasner, attuale tecnico degli Eagles, è stato accostato alla panchina rossonera come possibile alternativa qualora Iraola dovesse scegliere la via di Londra.

Il nome a sorpresa: Ralph Rangnick, ma i dubbi sono molti

Nelle ultime ore è emerso con forza un nome che ha sorpreso molti osservatori: Ralph Rangnick. Il tecnico tedesco ha un legame storico con il Milan — in passato era stato vicinissimo alla panchina rossonera, e fu proprio il disaccordo su questo profilo a costare il posto a Zvonimir Boban, che si oppose all’arrivo dell’ex tecnico del Lipsia.

Ma ci sono molti, molti dubbi sulla reale fattibilità di questa opzione. Rangnick ha attualmente 67 anni e ricopre il ruolo di commissario tecnico della Nazionale austriaca, che parteciperà al Mondiale 2026. Il torneo si svolgerà in estate, il che significa che — nel migliore dei casi — il Milan dovrebbe attendere la conclusione della competizione prima di poter iniziare a lavorare con lui sulla pianificazione della stagione.

Perché Rangnick sembra difficile da conciliare con i piani del Milan

La contraddizione è evidente: il Milan ha più volte ribadito di voler puntare su un allenatore giovane e dinamico, capace di abbracciare un progetto di sviluppo a lungo termine. Scegliere un tecnico di 67 anni — impegnato per tutta l’estate con una nazionale al Mondiale — appare in netto contrasto con questa linea.

I tempi sarebbero stretti: la preparazione estiva inizia tipicamente a luglio, e un allenatore che termina il Mondiale a metà-fine luglio avrebbe pochissimo tempo per conoscere la rosa, impostare il gioco e preparare la squadra agli impegni di inizio stagione. Un rischio che, in un momento già così delicato per il club, sembrerebbe difficile da giustificare.

Come si legge anche nell’analisi dedicata alla candidatura di Iraola, lo spagnolo resta il profilo più coerente con la visione che il club sta cercando di costruire. Rangnick, per quanto tecnico di indubbio valore, presenta in questo momento troppe variabili incompatibili con la tabella di marcia rossonera.

La panchina si deciderà a breve

La situazione resta fluida, ma il tempo stringe. Il Milan ha bisogno di un allenatore il prima possibile per avviare la pianificazione del mercato e della stagione. Ogni giorno che passa senza una guida tecnica è un giorno in meno per costruire il nuovo progetto.

La speranza — e la determinazione — è che nelle prossime settimane arrivi l’annuncio tanto atteso. Il Milan è una grande piazza, con tifosi appassionati e una storia leggendaria: la panchina rossonera rimane uno dei ruoli più affascinanti del calcio mondiale, e il nuovo allenatore avrà l’opportunità di scrivere un capitolo importante di questa storia.

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