Il Milan si avvicina alla svolta: l’organigramma prende forma
Tre settimane dopo il noto ribaltone che ha travolto dirigenza e staff tecnico, il Milan è pronto a presentare il suo nuovo organigramma. Gli annunci ufficiali potrebbero arrivare già nel corso di questa settimana, mettendo finalmente fine a una fase di transizione lunga e attesa dai tifosi rossoneri.
Amorim: la scelta per la panchina rossonera
Il nome più vicino alla fumata bianca è quello di Rúben Amorim, che si appresta a diventare il nuovo allenatore del Milan. Mancano soltanto gli ultimi dettagli burocratici e la firma finale di Gerry Cardinale per rendere tutto ufficiale. Secondo le indiscrezioni più accreditate, il contratto sarebbe di due anni più un’opzione, con un ingaggio che si aggira intorno ai 3,5 milioni di euro a stagione.
Il tecnico portoghese porta con sé una visione di gioco precisa e moderna, fondata su un pressing intenso e una struttura tattica riconoscibile. Proprio per questo, la sfida per il club sarà costruire attorno a lui una rosa e una struttura tecnica che esaltino le sue idee. Come già approfondito in un precedente articolo, l’accordo è di fatto raggiunto e si attende solo il via libera definitivo.
Krösche direttore tecnico: arriva dall’Eintracht Francoforte
In pole position per il ruolo di direttore tecnico — di fatto il responsabile dell’area calcio — c’è Markus Krösche, attuale responsabile dell’area sportiva dell’Eintracht Francoforte. Il dirigente tedesco dovrà essere liberato dal club della Bundesliga, poiché non è presente una clausola rescissoria vera e propria nel suo contratto, ma un indennizzo da corrispondere ai tedeschi.
Krösche è considerato il profilo ideale da Ibrahimović e dalla proprietà per guidare il progetto tecnico rossonero. Come già analizzato sulle nostre pagine, il profilo del dirigente tedesco potrebbe ridisegnare il modello sportivo del Milan, portando metodologie e approcci già sperimentati con successo in Germania.
Hardung possibile DS: il giovane collaboratore di Krösche
Strettamente legato a Krösche è Timmo Hardung, classe 1989, che figura come candidato principale per il ruolo di direttore sportivo. Hardung e Krösche lavorano fianco a fianco all’Eintracht Francoforte, dove hanno costruito un modello vincente di scouting e valorizzazione dei talenti: acquistare giocatori a prezzi contenuti, svilupparli e cederli a cifre importanti, generando plusvalenze significative. Nella short list del Milan figura anche Devin Özek, ex Bayern Leverkusen e Fenerbahçe, pronto a subentrare qualora la trattativa per Hardung non dovesse andare in porto.
Bobby Gardiner capo scout: la promozione interna voluta da Cardinale
L’unico nome già presente all’interno del club è quello di Bobby Gardiner, attuale responsabile del performance analytics del Milan, che verrebbe promosso al ruolo di capo scout. Una scelta fortemente voluta da Gerry Cardinale in persona, che da tempo apprezza il lavoro di Gardiner nel campo dell’analisi dei dati applicata al calcio. Gardiner è al Milan sin dai tempi di Almstadt e rappresenta la continuità di una visione orientata alla data intelligence.
Un organigramma proiettato verso il futuro
Il quadro che emerge è quindi quello di un Milan che si muove con decisione verso una struttura moderna e internazionale: Krösche come direttore tecnico, Hardung come direttore sportivo, Amorim come allenatore e Gardiner come capo scout. Profili diversi, con background europei di alto livello, uniti da una filosofia comune basata sull’analisi, la pianificazione e la costruzione di un progetto calcistico solido e sostenibile.
Il Milan si prepara a una nuova era. I prossimi giorni saranno decisivi per vedere finalmente i volti ufficiali del nuovo corso rossonero. La tifoseria attende, con la fiducia che questo progetto possa riportare il club ai vertici del calcio europeo.






