Ferrari in corsa per la poltrona di amministratore delegato del Milan
Il toto-dirigenza in casa Milan si arricchisce di un nuovo protagonista. Massimo Ferrari, ex membro del Consiglio di Amministrazione del club rossonero fino al 2022 e tifoso milanista dichiarato, ha ufficializzato nei giorni scorsi la propria candidatura al ruolo di amministratore delegato del club.
Un profilo con una conoscenza diretta delle dinamiche interne societarie e una visione chiara di quello che, secondo lui, servirebbe al Milan per tornare ai vertici. Ferrari ha parlato pubblicamente, delineando il profilo ideale per chi dovrà guidare il club nella prossima fase: «L’AD deve essere pagato come gli altri, deve fare da controllore, saper dire no, smussare gli angoli, far lavorare tutti ed essere il guardiano della comunicazione. Deve governare un board che sappia di conti, regole e calcio».
La visione di Ferrari: servono un allenatore leader e una direzione tecnica credibile
Nella sua analisi, Ferrari tocca più livelli della struttura societaria. Non si limita al solo ruolo dell’AD, ma allarga il ragionamento all’intera catena di comando sportiva: «Ci vuole un allenatore leader, una direzione tecnica credibile, e a questa serve qualcuno di affidabile».
Parole che si inseriscono perfettamente nel dibattito attuale, con il Milan ancora alla ricerca del profilo giusto sia per la panchina che per la guida tecnica. La proprietà RedBird ha avviato da settimane un processo di selezione tramite head hunters, ma la fumata bianca non è ancora arrivata. Proprio in questo contesto di incertezza, la candidatura di Ferrari — con la sua esperienza istituzionale — rappresenta una proposta concreta e articolata.
La bomba: “Paolo Maldini deve tornare al Milan”
Ma il passaggio più dirompente del suo intervento è senza dubbio la proposta di riportare Paolo Maldini all’interno della struttura rossonera: «Lo dico subito, penso che Paolo Maldini ci debba stare all’interno del Milan».
Il nome di Maldini evoca immediatamente l’era più recente della rinascita rossonera: tra il 2018 e il 2022, da direttore tecnico e poi direttore dell’area sportiva, il capitano eterno aveva contribuito in maniera decisiva alla costruzione della squadra che avrebbe poi conquistato lo Scudetto 2021-22. Il suo addio nell’estate 2022 — non rinnovato dalla proprietà americana — aveva scatenato reazioni forti nell’ambiente milanista.
Tuttavia, la proposta di Ferrari si scontra con una realtà nota: Gerry Cardinale non ha mai nascosto una certa freddezza nei confronti di Maldini, e un ritorno della leggenda rossonera appare oggi come uno scenario politicamente complesso da realizzare. Eppure, il solo fatto che questa proposta torni d’attualità è la dimostrazione di quanto la figura di Maldini rimanga centrale nell’immaginario e nel cuore dei tifosi.
Un Milan che guarda avanti con le proprie radici
Al di là delle candidature e delle polemiche, ciò che emerge da questo dibattito è la voglia collettiva di ritrovare un Milan con un’identità forte, con persone credibili al timone e con un progetto sportivo di lungo periodo. Il Milan ha le risorse, la storia e il blasone per tornare a competere ai massimi livelli in Italia e in Europa.
Mentre si attende di capire chi sarà il prossimo allenatore e quale sarà l’assetto dirigenziale definitivo, ogni voce che porta competenza e passione milanista al tavolo è un contributo prezioso. Il futuro del Milan si costruisce adesso, con le scelte giuste.






