Ibrahimović alla CBS esalta la storia del Milan e lancia un messaggio chiaro
Zlatan Ibrahimović ha rilasciato una lunga intervista alla CBS, toccando diversi temi legati al presente e al futuro del Milan. Il campione svedese, oggi senior advisor di RedBird, ha dimostrato una consapevolezza profonda di ciò che il club rossonero rappresenta nella storia del calcio mondiale.
La frase più significativa dell’intervista è un richiamo alla grandezza del Milan: «Il Milan ha vinto sette Champions League, 19 scudetti, i Palloni d’Oro dei nostri giocatori, tutte le Coppe Intercontinentali che abbiamo vinto. I tifosi sono abituati a questo e, se non glielo dai, non gli stai dando il Milan.»
Parole che suonano come un manifesto programmatico. Ibrahimović sa bene che la tifoseria rossonera è cresciuta con una tradizione vincente senza pari nel calcio italiano e tra le più importanti a livello europeo. Restituire ai tifosi il vero Milan — una squadra che compete per vincere ogni trofeo — è l’obiettivo dichiarato.
La lezione della scorsa stagione e la scelta di Allegri
Lo svedese non nasconde che la stagione 2024-2025, chiusa con un deludente ottavo posto e tanta confusione, ha lasciato il segno. Tuttavia, la risposta della società è arrivata in modo chiaro: in estate si è puntato su Massimiliano Allegri, un allenatore di comprovata esperienza e profondo conoscitore della Serie A.
Su Allegri, Ibrahimović si è espresso con grande stima: «Ho avuto lui come allenatore, è molto bravo nelle relazioni con i giocatori, sta gestendo il gruppo alla perfezione. Ha già vinto trofei con il Milan ed era bravo anche quando allenava me; non era facile, visto che c’erano tanti giocatori di carattere come Seedorf e Cassano.»
Il tecnico livornese, secondo Ibrahimović, sta trasmettendo la mentalità giusta allo spogliatoio. Il concetto è semplice ma potente: «Essere al Milan non è da tutti.» Vale per i giocatori, per gli allenatori e per i dirigenti. Non tutti possono vestire la maglia rossonera, e questa consapevolezza deve permeare ogni livello del club.
La qualità della rosa: servono giocatori di livello superiore
Un passaggio fondamentale dell’intervista riguarda il livello qualitativo della rosa. Ibrahimović cita Mike Maignan e Adrien Rabiot come esempi di calciatori di livello superiore, acquisti che hanno alzato l’asticella. Il portiere francese è ormai un punto fermo tra i pali rossoneri, mentre il centrocampista ex Juventus e Paris Saint-Germain ha portato esperienza e personalità a centrocampo.
Il messaggio dello svedese è netto: i prossimi acquisti, sia in estate sia nelle sessioni future, dovranno essere di pari livello. «Non dieci categorie più bassi, altrimenti non si torna a vincere», ha sottolineato Ibrahimović. Un richiamo che guarda a quanto fatto da club come Bayern Monaco, Real Madrid e Paris Saint-Germain, squadre che hanno investito su giocatori pronti a competere ai massimi livelli in Champions League.
Il Milan del futuro e la crescita dei giovani
Un capitolo importante dell’intervista è dedicato alla filosofia del settore giovanile. Ibrahimović ha spiegato come il Milan stia cambiando approccio rispetto alla cultura calcistica italiana tradizionale: «Nella cultura italiana tutti sono concentrati sui risultati. Gli allenatori vogliono vincere subito, e per farlo mettono in campo un giocatore già pronto, togliendo spazio a chi ha potenziale.»
Al Milan, secondo il senior advisor, si vuole dare tempo di gioco ai giovani. Se un ragazzo non trova spazio in Prima Squadra, può giocare con la Primavera; se il ritmo della prima squadra è troppo alto, viene accompagnato in un percorso di crescita graduale. Un approccio lungimirante che punta a costruire talenti in casa, affiancandoli a campioni affermati.
L’idolo Van Basten e la pressione all’Ajax
Ibrahimović ha chiuso con un ricordo personale, parlando del suo primo idolo: Marco Van Basten. «La cosa simpatica è che quando andai all’Ajax, molti mi paragonavano proprio a lui. La pressione era già alta», ha raccontato lo svedese con un sorriso. Un legame, quello tra Ibrahimović e Van Basten, che passa inevitabilmente attraverso il Milan e la sua storia leggendaria.
Le parole di Ibrahimović confermano una direzione chiara: il Milan vuole tornare protagonista in Italia e in Europa, con investimenti mirati, un allenatore vincente come Allegri e la valorizzazione dei giovani talenti. La strada è tracciata, e i tifosi rossoneri possono guardare al futuro con rinnovato ottimismo.




