Furlani verso le dimissioni: Calvelli guida la ricerca del nuovo AD, i nomi sul tavolo

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La notizia che rimbalzava da giorni sui principali canali d’informazione sportiva trova ora conferme sempre più solide: Giorgio Furlani è proiettato verso le dimissioni da amministratore delegato del Milan. Lo riportano testate autorevoli come il Corriere della Sera, Repubblica, Tuttosport e il Corriere dello Sport, segno che la situazione si è fatta concreta e non più solo un rumor di corridoio.

Tre anni e mezzo di gestione: i numeri non bastano

Furlani ha guidato la società rossonera per circa tre anni e mezzo, portando a casa tre bilanci in attivo — un risultato finanziario che, in sé, rappresenta un segnale positivo per la sostenibilità del club. Sotto la sua amministrazione, il Milan ha messo a segno circa 100 operazioni di mercato in tre stagioni, tra acquisti e cessioni, movimentando cifre importanti in entrata e in uscita.

Eppure, in un club di calcio, il bilancio da solo non racconta mai la storia intera. I risultati sul campo restano il parametro fondamentale, e su quel fronte il Milan non è mai riuscito a essere davvero competitivo per un titolo o per una presenza stabile ai vertici della Champions League. È proprio questa mancanza di continuità sportiva ad aver alimentato la delusione nell’ambiente rossonero.

La protesta dei tifosi: quando la voce della curva muove le montagne

Non è un caso che le dimissioni di Furlani arrivino in un momento in cui la tifoseria milanista ha alzato la voce in modo deciso, non solo attraverso petizioni online, ma con proteste concrete allo stadio, dentro e fuori San Siro. Un segnale chiaro, che evidentemente non è caduto nel vuoto. Il tifo organizzato — quando si muove con coerenza e determinazione — può diventare un interlocutore reale anche per la proprietà.

Chi prende il posto di Furlani? Calvelli in prima linea

Con l’uscita di Furlani sempre più vicina (in attesa dell’ufficialità), la figura che sta emergendo con maggiore forza è quella di Massimo Calvelli, che si sta muovendo attivamente per trovare il profilo giusto per la guida operativa del club. Come già riportato in precedenza su queste pagine, Calvelli ha già avviato una serie di incontri e sondaggi.

Tra i nomi che circolano con maggiore insistenza troviamo:

  • Adriano Galliani — il leggendario ex AD rossonero ha incontrato Calvelli nelle scorse settimane. La sua età e la posizione attuale al Monza rendono però più probabile un ruolo da consigliere senior piuttosto che da amministratore delegato operativo.
  • Giovanni Carnevali — AD del Sassuolo, figura stimata nel panorama calcistico italiano, con una lunga esperienza nella costruzione di squadre competitive nonostante budget ridotti.
  • Claudio Fenucci — AD del Bologna, reduce da una stagione straordinaria con i rossoblù, capace di guidare una società verso traguardi storici come la qualificazione in Champions League.
  • Profili internazionali — sarebbero stati vagliati anche nomi provenienti da club stranieri, un’opzione che aprirebbe scenari diversi e potenzialmente interessanti per la visione globale che RedBird vuole dare al progetto Milan.

Il modello societario che il Milan dovrebbe adottare

Al di là dei nomi, resta centrale la questione strutturale: come deve essere organizzata la dirigenza rossonera? La visione più condivisa punta a un modello chiaro e lineare, con un AD focalizzato sulla parte finanziaria e strategica, un direttore sportivo forte e autonomo nella gestione del mercato e delle scelte tecniche, e un allenatore libero di lavorare. Tre ruoli distinti, tre competenze specifiche, senza sovrapposizioni che hanno spesso generato confusione nelle stagioni passate.

In questo quadro, anche la posizione di Zlatan Ibrahimović all’interno della struttura societaria sembra destinata a essere ridimensionata, mentre sale l’autorevolezza di Calvelli come figura di raccordo tra la proprietà e la macchina operativa del club.

Le responsabilità di Cardinale e la speranza di una svolta

Non si può parlare di questa fase senza citare Gerry Cardinale, proprietario di RedBird e azionista di maggioranza del Milan. In quattro anni di gestione, il club ha vissuto rivoluzioni continue: l’addio di Paolo Maldini, i cambi in panchina, le turbolenze societarie. Ora, con Elliott sempre meno presente nella governance, si apre per la prima volta un mercato estivo in cui Cardinale potrà muoversi con maggiore libertà operativa.

È un momento cruciale. Il Milan si trova a un bivio, e le scelte che verranno fatte nelle prossime settimane — dalla scelta del nuovo AD alla composizione dello staff tecnico — definiranno il volto del club per i prossimi anni. I tifosi rossoneri meritano un Milan ambizioso, competitivo e strutturato, e tutti ci auguriamo che questa nuova fase societaria sia davvero l’inizio di una storia migliore.

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