Furlani verso l’uscita di scena: la notizia arriva dalla Gazzetta dello Sport
Una notizia che sta circolando con insistenza negli ambienti rossoneri trova oggi una conferma autorevole: Giorgio Furlani starebbe seriamente meditando di lasciare la guida dell’AC Milan. A riportarlo è Andrea Ramazzotti, firma della Gazzetta dello Sport e giornalista storicamente molto vicino al CEO rossonero, che ha sempre seguito e raccontato con attenzione il suo operato all’interno del club di Via Aldo Rossi.
Secondo quanto scritto dal giornalista del quotidiano sportivo più letto d’Italia, Furlani sarebbe provato dalla contestazione dei tifosi, che nelle ultime settimane ha raggiunto toni molto accesi, e starebbe valutando concretamente un passo indietro da formalizzare dopo giugno, a stagione sportiva conclusa. Un segnale importante, considerando che la fonte è quella più prossima alla figura dell’amministratore delegato.
Chi sceglierà il successore? La parola passa a Cardinale
In caso di addio di Furlani, la scelta del nuovo CEO spetterebbe direttamente a Gerry Cardinale, il patron di RedBird Capital Partners e proprietario del Milan. Al momento non è ancora stata identificata una figura precisa per il ruolo, ma uno dei nomi che circola con più insistenza è quello di Calvelli, già presente nell’orbita societaria rossonera.
Tuttavia, secondo le ultime indiscrezioni, lo stesso Calvelli non sarebbe del tutto convinto di assumere quella posizione. Il quadro resta quindi in evoluzione, con Cardinale chiamato a una decisione che potrebbe ridisegnare in modo significativo la struttura dirigenziale del club. Come già riportato nelle scorse settimane — il futuro societario del Milan era già indicato come in bilico — la situazione sta ora prendendo una direzione sempre più definita.
Si raffredda la pista Tony D’Amico: il futuro DS dipende da chi arriva in cima
Un effetto diretto dell’eventuale cambio al vertice riguarda anche la scelta del prossimo Direttore Sportivo. Se con Furlani la pista Tony D’Amico — attualmente DS dell’Atalanta — era considerata molto calda e in stato avanzato di valutazione, con un cambio di CEO lo scenario potrebbe cambiare radicalmente.
La figura del nuovo DS verrebbe infatti selezionata non da Furlani, ma da Zlatan Ibrahimovic, Senior Advisor rossonero con un ruolo sempre più centrale nelle dinamiche di Club. Questo rende la candidatura di D’Amico molto meno solida rispetto a qualche settimana fa, aprendo di fatto la corsa a nuovi profili ancora tutti da scoprire.
Un cambio atteso: i tifosi sperano in una svolta concreta
La notizia, nel mondo rossonero, viene accolta con cauto ottimismo. La tifoseria del Milan — che nelle ultime settimane non ha risparmiato critiche alla dirigenza, come dimostra anche il duro messaggio della Curva Sud — guarda a questo possibile cambiamento come a un primo, concreto segnale di discontinuità.
Un club della storia e del blasone del Milan merita una guida all’altezza delle ambizioni, e ogni passo verso una struttura dirigenziale più solida e competente è un passo verso il ritorno ai vertici del calcio europeo. Il cambiamento, quando arriva nel modo giusto, è sempre un’opportunità. E questa, per il Milan, potrebbe davvero essere quella buona.
Fonte: Andrea Ramazzotti – La Gazzetta dello Sport






