Milano si ferma per Franco Baresi: la Basilica di Sant’Ambrogio abbraccia il suo Capitano
È stata una mattinata di emozione intensa e autentica quella vissuta alla Basilica di Sant’Ambrogio, dove si sono svolti i funerali di Franco Baresi, il Capitano eterno del Milan. Una cerimonia sobria, toccante, con una partecipazione straordinaria: si stimano tra i 3.000 e i 4.000 presenti, tifosi rossoneri arrivati da ogni angolo per rendere omaggio a uno degli uomini più grandi che abbiano mai indossato la maglia del Diavolo.
La cerimonia è stata seguita anche in diretta televisiva su Sky, DAZN, Mediaset e le reti locali, a testimonianza di quanto il nome di Baresi travalichi ogni confine generazionale e sportivo.
Gli ex campioni: un abbraccio collettivo al numero 6
Tra i momenti più toccanti, l’arrivo di tanti ex compagni di squadra che hanno voluto essere presenti per l’ultimo saluto. In prima fila nomi leggendari: Paolo Maldini, l’altro grande Capitano rossonero, insieme a Marco Van Basten, Dragan Savičević, Pietro Virdis, Mauro Tassotti, Costacurta, Demetrio Albertini, Massimo Ambrosini, Daniele Massaro, Riccardo Montolivo, Marco Borriello e Nelson Dida, tra gli altri. L’ingresso di Maldini affiancato da Van Basten, Virdis e Tassotti è stato uno dei momenti più carichi di significato: quattro simboli di un’era irripetibile del calcio mondiale.
Filippo Galli, toccato profondamente, non è riuscito a trattenere le lacrime all’arrivo. Un’immagine che dice tutto, senza bisogno di parole.
Presenti anche delegazioni del Real Madrid e del Barcellona, a confermare come Baresi fosse un simbolo riconosciuto ben al di là dei confini di Milano. Sul fronte istituzionale, hanno partecipato Claudio Ranieri, direttore tecnico della Nazionale italiana.
Il Milan in campo: Pulisic e Giménez rappresentano la rosa attuale
In rappresentanza dell’attuale rosa rossonera erano presenti Christian Pulisic e Santiago Giménez, gli unici due componenti della squadra a presenziare alla cerimonia. Gli altri giocatori erano impegnati negli allenamenti in preparazione al derby contro l’Inter, in programma nella giornata successiva.
Fischi per Cardinale e Scaroni: la voce della tifoseria
La cronaca impone di riportare anche un momento di tensione: sia il presidente Paolo Scaroni che il proprietario del club Gerry Cardinale sono stati accolti da fischi da parte di una parte della tifoseria. Per Scaroni i fischi si sono concentrati all’ingresso, mentre Cardinale è stato bersagliato soprattutto all’uscita, circondato dai giornalisti, con alcuni tifosi che gridavano frasi di dissenso. Non tutta la tifoseria era coinvolta, ma i fischi erano chiari e udibili. La passione dei tifosi rossoneri, nel bene e nel male, non conosce mezze misure.
I cori: «C’è solo un Capitano»
La parte più emozionante della giornata è stata quella dei cori spontanei intonati dai tifosi. Il più eseguito è stato il celeberrimo «You’ll Never Walk Alone», il canto del Liverpool e del Celtic diventato inno universale per i momenti di addio e di unione, capace di far venire i brividi anche all’anima più scaltra.
Ma il cuore pulsante dei cori era dedicato a lui: «Franco Baresi, c’è solo un Capitano» ha risuonato più volte tra le mura della Basilica, insieme a «Sarai sempre con noi, non ti lasceremo mai». La Curva era presente, a ribadire che certi legami non si spezzano nemmeno con la morte.
Le parole di chi lo ha conosciuto
Tra le testimonianze raccolte al termine della cerimonia, alcune meritano di essere ricordate nel tempo:
«È stato il minimo che potessimo fare, soprattutto per chi, come me, è stato una comparsa di quel grande Milan che Franco ha segnato profondamente.»
«L’umiltà, la semplicità nella grandezza del campione è la sua eredità.»
«Ci sono uomini prima ancora che calciatori, che abbattono ogni rivalità. Franco ha portato il senso di appartenenza, un valore che si sta perdendo.»
«È stato un leader silenzioso, ma in campo avevamo tutti davanti il suo carisma e il suo attaccamento alla maglia.»
Frasi che fotografano perfettamente chi era Franco Baresi: non solo un fuoriclasse assoluto, difensore sopraffino e capitano indiscutibile, ma soprattutto un uomo di valori autentici, cresciuto nel settore giovanile del Milan e rimasto fedele a quei colori per tutta la carriera. Un esempio raro, oggi più che mai.
L’eredità del Capitano
Milano ha pianto, ma anche celebrato. Ha ricordato con dolore, ma anche con l’orgoglio di aver avuto tra noi un uomo simile. Il numero 6 è ritirato per sempre, nessuno lo indosserà mai più al Milan, e i funerali di questa mattina ne hanno ribadito il perché con tutta la forza di 3.000 cuori che battevano all’unisono.
Grazie, Franco. Ci hai insegnato cosa significa davvero amare una maglia.






