Funerali di Baresi: una giornata di emozioni indimenticabili
Milano ha detto addio a Franco Baresi con una cerimonia funebre che ha lasciato il segno nel cuore di tutti gli amanti del calcio. Una giornata densa di emozioni, cori spontanei, lacrime e un abbraccio collettivo attorno a uno degli uomini più rappresentativi nella storia dello sport italiano. Tra i presenti, migliaia di tifosi rossoneri hanno reso omaggio al capitano eterno del Milan, un simbolo di appartenenza, lealtà e grandezza che difficilmente potrà avere eguali.
Particolarmente toccante è stata la vista di Paolo Maldini con le lacrime agli occhi: due grandi campioni, due grandi capitani, legati da un’amicizia e da valori condivisi. Vedere il numero 3 più famoso del mondo in quel momento ha reso tutto ancora più reale e malinconico. Quel calcio fatto di uomini veri, di senso di appartenenza e di carriere costruite in un solo club, appare oggi come un universo lontano, prezioso e irripetibile.
Avremo modo di ricordare e celebrare Baresi ancora a lungo, come merita. La sua storia, i suoi valori, il suo esempio restano un patrimonio inestimabile per tutti, come dimostra anche la proposta di intitolare la Curva Sud a Franco Baresi, che continua a raccogliere consensi tra i tifosi milanisti.
Fischi a Cardinale e Scaroni: polemiche fuori luogo?
La cerimonia non è stata priva di momenti controversi. Al passaggio di Gerry Cardinale e del presidente Paolo Scaroni, una parte dei presenti ha fischiato. Il gesto ha diviso l’opinione pubblica: c’è chi ha sottolineato che in un contesto funebre certi sfoghi non trovano posto, e chi ha rivendicato il diritto dei tifosi ad esprimersi anche nei confronti della società. È stata anche notata l’assenza di alcune figure di spicco legate al mondo Milan.
In ogni caso, i cori di omaggio, gli applausi commossi e il tripudio di cuori rossoneri hanno nettamente prevalso sull’eco delle polemiche, restituendo il vero senso della giornata: quello di un popolo unito nel ricordare il proprio capitano indimenticabile.
La gaffe di La Russa: “Baresi ricordato più per la Nazionale che per il Milan”
Ma la polemica più accesa della giornata ha portato la firma di Ignazio La Russa, presidente del Senato e noto tifoso interista. Nel suo intervento dedicato al ricordo di Baresi, La Russa ha affermato che “Baresi è stato un grande più per la Nazionale che per il club”. Una frase che ha fatto immediatamente discutere e che suona come una provocazione bella e buona.
Come si può, oggettivamente, sostenere che Franco Baresi sia stato più importante per la Nazionale italiana che per il Milan? Un giocatore cresciuto nel settore giovanile rossonero, che ha indossato quella maglia per tutta la sua carriera, scendendo in Serie B con il club quando era necessario, vincendo sei scudetti, tre Coppe dei Campioni/Champions League e una quantità di trofei che lo rendono un simbolo assoluto nella storia del club di via Aldo Rossi. Baresi ha incarnato il significato più profondo di cosa significhi essere una bandiera: non si è mai mosso, non ha mai cercato palcoscenici più grandi, ha costruito la sua leggenda a Milano, punto per punto, anno dopo anno.
Certo, anche in Nazionale azzurra Baresi ha dato contributi preziosi, con la finale del Mondiale 1994 su tutte. Ma ridurre la sua grandezza al contesto della Nazionale italiana — tralasciando deliberatamente il Milan — è un’operazione che sa di polemica strumentale. Del resto, da un tifoso interista che prende parola ai funerali di uno dei più grandi milanisti di sempre, forse una certa dose di ironia non deve stupire. La speranza è che Baresi, ovunque si trovi, abbia sorriso.






