Cardinale nel mirino della CBS: il Milan fa notizia anche in America

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Le critiche a Cardinale sbarcano negli Stati Uniti

Non bastava il fronte interno: le polemiche attorno alla gestione del Milan hanno ormai valicato i confini nazionali. La CBS, una delle emittenti televisive più seguite e autorevoli degli Stati Uniti, ha puntato i riflettori sull’operato di Gerry Cardinale, proprietario del club rossonero, giudicando le sue ultime scelte — e più in generale la sua intera gestione — come nient’altro che un disastro.

Una parola pesante, netta, che non lascia spazio a interpretazioni. Quando un media di quella portata, in patria, mette sotto accusa uno degli imprenditori più in vista di RedBird Capital, significa che la questione ha assunto una dimensione che va ben oltre le curve dello stadio o le colonne dei giornali sportivi italiani.

Cosa ha detto la CBS sul Milan

Secondo quanto riportato dall’emittente americana, Cardinale ha di fatto svuotato il club, liquidando in un colpo solo allenatore e intero staff dirigenziale — con una spesa stimata attorno ai 20 milioni di euro tra buonuscite ed esoneri. Si parla degli addii di Massimiliano Allegri in panchina e dei dirigenti Furlani, Moncada e Tare.

Il risultato? Il Milan si trova oggi privo di una guida tecnica e di una struttura dirigenziale solida. La CBS sottolinea un dettaglio non trascurabile: il principale candidato alla panchina, Ralf Rangnick, sarà impegnato con la nazionale austriaca ai Mondiali 2026 in qualità di commissario tecnico, il che lo renderebbe disponibile non prima di metà luglio. Un vuoto che pesa, e che l’America non ha esitato a evidenziare.

La rabbia dei tifosi su Ibrahimovic: «Libera il Milan»

Come riportato dall’ANSA, agenzia di stampa di assoluta autorevolezza in Italia, a innescare una nuova ondata di proteste è stato Zlatan Ibrahimovic, senior advisor di RedBird. Lo svedese ha pubblicato sui propri canali social un estratto di uno spot realizzato insieme a Nike in occasione dei Mondiali, nel quale apparirà come commentatore per Fox Sports.

Nel video, Ibrahimovic si rivolge a una folla con il megafono, con il tono autocelebrativo che lo contraddistingue: «Ascoltate Zlatan, qualcosa di grande sta arrivando.» Un messaggio che, nel contesto attuale di incertezza totale in casa rossonera, ha fatto esplodere la tifoseria. Sul profilo X del club e nei commenti allo spot, sono apparse fotografie di Paolo Maldini ritratto come un santino, immagini delle contestazioni della curva e un messaggio che rimbalza ovunque: «Lascia il Milan, vattene e libera il Milan.»

L’ANSA ha evidenziato come, a distanza di oltre una settimana dagli esoneri collettivi, il club non abbia ancora individuato i sostituti. La centralità di Ibrahimovic nel nuovo assetto post-rivoluzione non sta producendo i risultati attesi, e la sua visibilità commerciale — agli occhi di una tifoseria preoccupata — risulta quantomeno fuori luogo.

Un club in cerca di una guida: il nodo rimane irrisolto

Al netto delle critiche esterne, il vero problema rimane interno. Il vuoto di potere pesa sui giocatori e sull’intero futuro del club: chi avrà l’ultima parola su allenatore, direttore tecnico e direttore sportivo? Tra Cardinale, Calvelli — il cui profilo viene dal mondo del tennis, un settore distante dalla cultura calcistica — e uno Ibrahimovic che due anni fa aveva già tentato la sua «rivoluzione» con risultati non entusiasmanti, la risposta non è ancora arrivata.

Ciò che è certo è che il Milan ha bisogno di risposte rapide. La prossima stagione è alle porte, il mercato è aperto, e i tifosi — in Italia come in America — aspettano segnali concreti. La speranza, quella che non si spegne mai in casa rossonera, è che da questa situazione complicata emerga finalmente un progetto solido, coerente e vincente.

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