Allegri resta al Milan: nessun addio in vista, ma servono risposte dal mercato
Nelle ultime ore si è fatto largo un rumor insistente su un possibile addio di Massimiliano Allegri al Milan a fine stagione. Stando a quanto filtra da ambienti molto vicini al tecnico livornese, però, la realtà è ben diversa: Allegri non sta pensando di lasciare il Milan. Il legame con la squadra, con la città e con i tifosi rossoneri è solido, e l’obiettivo dichiarato fin dal primo giorno — riportare il Milan in Champions League — resta assolutamente alla portata guardando classifica e risultati.
La richiesta di Allegri: più coerenza nelle scelte di calciomercato
Se da una parte Milanello è saldamente nelle mani di Allegri, con uno spogliatoio compatto e gestito con polso fermo, dall’altra il tecnico chiede alla società maggiore chiarezza e unità di intenti sul mercato. L’allenatore ha tracciato una linea precisa: se richiede un difensore centrale, non vuole ritrovarsi con un esterno; se indica un profilo d’attaccante con determinate caratteristiche, si aspetta che la dirigenza segua quelle indicazioni.
Non si tratta di pretendere investimenti faraonici — Allegri non chiede necessariamente 70 milioni per un singolo giocatore — ma di rispettare un identikit tecnico condiviso. L’esperienza delle ultime sessioni di mercato, con acquisti non sempre in linea con le sue richieste, ha generato qualche malumore. Un esempio su tutti: la scorsa estate il mister ha chiesto un difensore, ma l’ultimo giorno di mercato è arrivato un profilo diverso dalle aspettative. A gennaio, la richiesta è stata la stessa, eppure il rinforzo in difesa non si è materializzato.
I numeri danno ragione ad Allegri: il confronto con le stagioni precedenti
Chi invoca il cambio in panchina dovrebbe prima dare uno sguardo ai numeri. Secondo una grafica elaborata dalla redazione di Milan News, la media punti del Milan di Allegri dopo 26 giornate è tutt’altro che negativa:
- 54 punti per il Milan di Allegri, appena due in meno rispetto al Milan di Pioli 2021-22, quello che a maggio conquistò lo scudetto.
- Nettamente superiore ai 48 punti del Milan di Gattuso alla stessa giornata.
- Un abisso rispetto ai 36 punti della stagione Giampaolo-Pioli, un’annata disastrosa.
- Un punto in più rispetto all’ultimo Milan di Pioli e ben 13 punti in più rispetto ai 41 della scorsa stagione targata Fonseca-Conceição.
Se il distacco dall’Inter si attesta intorno ai 10 punti, va considerato che i nerazzurri stanno viaggiando a ritmi altissimi. Ma il trend rossonero è positivo e il margine di miglioramento esiste, soprattutto in ottica prossima stagione con la doppia competizione.
Perché mandare via Allegri sarebbe un rischio
A chi sogna rivoluzioni in panchina, va ricordato un dato di realtà: non è affatto scontato che la proprietà RedBird vada a investire su un profilo come Guardiola o Arteta. Il rischio concreto è quello di ritrovarsi con un allenatore di categoria inferiore, rivivendo le difficoltà già sperimentate nelle ultime stagioni. Allegri garantisce esperienza, gestione dello spogliatoio e risultati in linea con gli obiettivi. Elementi che, con la giusta collaborazione sul mercato, possono portare il Milan a fare il salto di qualità tanto atteso dalla tifoseria.




