Santiago Gimenez al Porto: accordo raggiunto, prestito con opzione e obbligo di riscatto

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Gimenez-Porto: l’affare è chiuso

Nella notte è arrivata la conferma che tutti aspettavano: Santiago Gimenez lascia il Milan e vola al Porto. L’accordo tra i due club è stato raggiunto nelle prime ore del mattino, con la conferma che è arrivata direttamente dall’entourage dell’attaccante messicano. Un’operazione che si è sviluppata nell’arco di circa 15 giorni, con le prime indiscrezioni circolate già attorno a Ferragosto e poi concretizzatesi con la chiusura definitiva.

I dettagli dell’accordo

La struttura del trasferimento si basa su un prestito, con un diritto di riscatto fissato intorno ai 20 milioni di euro, bonus compresi, e soprattutto con un obbligo di riscatto che scatterebbe al verificarsi di determinate condizioni legate alle prestazioni del giocatore. In sostanza, se Gimenez dovesse ritrovare la forma e il rendimento atteso con la maglia dei Dragões, il Porto sarebbe obbligato ad acquistarlo definitivamente; in caso contrario, il centravanti ritornerebbe a Milano al termine della stagione.

Le trattative non sono state lineari: il Porto aveva inizialmente proposto un prestito gratuito con diritto di riscatto a soli 15 milioni, una cifra giudicata insufficiente dalla dirigenza rossonera. È stato poi il lavoro paziente e fondamentale di Jorge Mendes — agente tra i più influenti al mondo — a sbloccare la situazione e a portare le parti verso un accordo soddisfacente. Un ruolo decisivo, che ancora una volta conferma il peso specifico del procuratore portoghese nelle operazioni di mercato che riguardano il Milan.

Perché il Porto e cosa si aspettano da Gimenez

Stando alle informazioni disponibili, l’attaccante avrebbe già raggiunto un accordo personale con il club portoghese, dove sarebbe molto apprezzato dall’allenatore Francesco Farioli. Il Porto rappresenta per Gimenez un’occasione importante di rilancio: una piazza di livello europeo, un calcio più congeniale alle sue caratteristiche e, soprattutto, la possibilità di ritrovare continuità e fiducia nei propri mezzi.

Perché va ricordato che Gimenez era arrivato al Milan con un curriculum di tutto rispetto: una stagione di alto livello al Feyenoord, gol pesanti in Eredivisie e in Europa, tanto da convincere il club rossonero a puntare su di lui come centravanti titolare. Ma la pressione di San Siro, le aspettative elevate e qualche errore di troppo davanti al portiere ne hanno minato la sicurezza mentale, rendendolo un giocatore diverso da quello ammirato in Olanda. La differenza tra un grande attaccante e uno in fase di maturazione si misura proprio in questi momenti: la capacità di non farsi schiacciare dal peso delle aspettative.

Il Milan guarda avanti

Con la partenza di Gimenez, il reparto offensivo del Milan resta sulle spalle di Gonzalo Ramos, che alla prima di campionato contro il Venezia ha già dimostrato personalità e qualità, segnando un gol di grande fattura dopo aver sprecato qualche occasione nel corso del match — un segnale incoraggiante per la stagione che verrà. La dirigenza rossonera lavora ora in parallelo sulle uscite di Youssouf Fofana e Fikayo Tomori, per completare la rosa in uscita e garantire ad Amorim un gruppo più snello e funzionale al proprio sistema di gioco.

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