Una rosa costruita male: i limiti evidenti del Milan attuale
La sconfitta contro l’Udinese e le difficoltà delle ultime settimane hanno messo sotto i riflettori un problema strutturale che accompagna il Milan da tempo: la rosa non è all’altezza delle ambizioni del club. È una riflessione che emerge con forza non solo dall’analisi delle singole prestazioni, ma dalla lettura complessiva di una stagione che ha visto la squadra passare dal sogno scudetto alla lotta per la Champions League nel giro di poche settimane.
Il punto di partenza è chiaro: il Milan non dispone di un attaccante in grado di raggiungere la doppia cifra in campionato. Per un club che vuole competere ai massimi livelli in Serie A e in Europa, questo rappresenta una lacuna difficilmente giustificabile. Un centravanti prolifico capace di fare la differenza da solo è una necessità, non un lusso.
La difesa: il tallone d’Achille nelle transizioni di modulo
Un altro nodo critico riguarda il reparto difensivo. Ogni volta che il Milan ha dovuto adattarsi a una difesa a quattro — come nel recente passaggio al 4-3-3 — i difensori a disposizione hanno mostrato difficoltà evidenti nell’adattarsi al nuovo sistema. Un difensore moderno deve essere in grado di operare con più moduli, e questa duttilità tattica sembra mancare in buona parte della retroguardia rossonera.
Investire su profili difensivi più affidabili e polivalenti nella prossima finestra di mercato estiva è una delle priorità che la dirigenza dovrà mettere in cima alla lista.
Il centrocampo: Ricci nel mirino delle critiche
In mezzo al campo, le prestazioni non sono state all’altezza delle aspettative per buona parte della rosa. Tra i nomi che hanno attirato maggiori critiche figura Samuele Ricci, acquistato per circa 25 milioni di euro. Il centrocampista — già protagonista di dichiarazioni forti in merito alla tenuta mentale della squadra — ha faticato a imporsi con continuità: non abbastanza incisivo in fase di spinta, non sempre solido in fase difensiva, e poco determinato nelle conclusioni.
Il livello richiesto da un club come il Milan è alto, e certi giocatori potrebbero rendere meglio in contesti meno esigenti. Questo non significa sminuire il valore individuale, ma riconoscere che ogni calciatore deve essere collocato nel contesto giusto per esprimere il massimo.
Estate 2026: la dirigenza Milan deve fare la sua parte
La prossima sessione di calciomercato estivo rappresenta un appuntamento fondamentale per il futuro del Milan. La dirigenza rossonera ha la responsabilità di costruire una rosa competitiva, capace di sostenere l’allenatore nelle sue scelte tattiche e di affrontare con solidità sia il campionato che le competizioni europee.
Comprare i giocatori giusti — quelli che l’allenatore vuole davvero — è la condizione necessaria per uscire da questo ciclo di fragilità. Gli investimenti devono essere mirati, funzionali e coerenti con un progetto tecnico chiaro. Il Milan non può permettersi di arrivare a ogni fine stagione con le stesse lacune irrisolte.
Ma prima dell’estate, c’è un obiettivo immediato e irrinunciabile: chiudere la stagione con la qualificazione alla Champions League. Solo da lì può ripartire un Milan ancora più forte, più consapevole e pronto a tornare a competere per i grandi traguardi.




