Mercato di gennaio sotto accusa: Füllkrug delude, il caso Malen divide i tifosi rossoneri

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Il mercato di gennaio: un’occasione mancata che pesa ancora

Con il senno di poi, le scelte del mercato invernale del Milan tornano prepotentemente al centro del dibattito. A gennaio 2026, con il Diavolo che si trovava a soli uno o due punti dall’Inter capolista — in piena corsa per il titolo — la società ha scelto di intervenire con il solo acquisto di Niclas Füllkrug, attaccante tedesco arrivato in prestito. Una scelta che, a distanza di mesi, molti tifosi e osservatori giudicano insufficiente rispetto alle ambizioni che quel momento richiedeva.

Füllkrug: il colpo che non ha inciso

L’attaccante tedesco, classe 1993, è arrivato a Milano con la reputazione di bomber di peso, fisico e carisma. Numeri alla mano, però, il suo contributo alla causa rossonera è stato ben al di sotto delle aspettative. Nei mesi trascorsi con la maglia del Milan, Füllkrug non è riuscito a incidere come si sperava, lasciando i tifosi con la sensazione spiacevole di un’operazione fatta più per dimostrare di aver fatto qualcosa che per rispondere concretamente alle esigenze della squadra.

A gennaio, con la vetta della classifica a portata di mano, Allegri aveva probabilmente bisogno di un difensore affidabile e di un attaccante di qualità che potesse fare la differenza nelle partite che contano. Ciò che è arrivato non ha risposto a queste necessità.

Il caso Malen: il simbolo del rimpianto

Il nome che ricorre con più frequenza nelle discussioni dei tifosi è quello di Donyell Malen, l’esterno olandese che a gennaio ha scelto la Roma. Il giocatore — veloce, tecnico e capace di saltare l’uomo — si è integrato rapidamente nell’ambiente giallorosso e ha già contribuito con gol e prestazioni di rilievo, aiutando la Roma a recuperare punti preziosi in classifica, tallonando proprio il Milan.

Quello che brucia di più, per i sostenitori rossoneri, non è semplicemente che Malen sia andato alla Roma. Il punto vero è che il Milan avrebbe potuto prenderlo, aveva i margini per farlo, ma ha scelto di non investire. Una decisione che, alla luce dei numeri di Malen in giallorosso, appare ancora più difficile da digerire.

Ambizione o risparmio? Il nodo che divide la tifoseria

La questione va oltre il singolo nome. Ciò che i tifosi contestano è un approccio culturale al mercato che, secondo loro, non rispecchia i valori e le ambizioni di un club come il Milan. Un club con 19 Scudetti e 7 Champions League nella bacheca non può accontentarsi di operazioni al risparmio quando la situazione di classifica imporrebbe coraggio e investimento.

Come ricordano spesso i tifosi più storici, anche nelle gestioni del passato ci sono stati acquisti sbagliati — anche Adriano Galliani, in oltre trent’anni di direzione tecnica, ha fatto operazioni non felici. Ma la differenza, dicono, stava nell’intenzione: la volontà di provarci, di osare, di mettere il Milan nelle condizioni di vincere. Ed è quella mentalità che molti oggi sentono mancare.

Le prossime sessioni di mercato saranno il banco di prova definitivo. Il Milan ha la possibilità di dimostrare, con i fatti, di avere ancora quella fame di successo che ha reso grande il club nella sua storia. Le parole, come spesso si dice, le porta via il vento. Saranno gli investimenti estivi a raccontare la vera identità del Milan che verrà.

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