Estate 2026: il Milan ripensa il suo attacco
Con la stagione in Serie A che volge al termine e i numeri offensivi che impongono una riflessione, il calciomercato estivo del Milan si preannuncia denso di movimenti nel reparto avanzato. La dirigenza rossonera ha già cominciato a valutare la propria rosa con occhio critico, consapevole che il salto di qualità necessario per affrontare una stagione da protagonisti — in Italia e in Europa — passa inevitabilmente da un rafforzamento dell’attacco.
Niclas Füllkrug: il prestito non sarà riscattato
La prima certezza riguarda Niclas Füllkrug. L’attaccante colombiano, arrivato in prestito dal West Ham United, non verrà riscattato: il Milan non eserciterà la clausola prevista nel contratto, fissata attorno ai 5 milioni di euro. Un’avventura in rossonero che non ha prodotto quanto ci si aspettava, con un solo gol in campionato nel 2026 — quello decisivo contro il Lecce a gennaio — e una presenza sempre più marginale nelle rotazioni di Allegri. La società tornerà a valutare profili alternativi per quel ruolo.
Leão e Pulisic: il grande rebus dell’estate
Più complessa è la valutazione che riguarda Rafael Leão e Christian Pulisic. Il portoghese è da tempo associato a grandi club europei: il Milan è disponibile ad ascoltare offerte, anche se al momento non sono ancora arrivate richieste ufficiali. La sua permanenza non è scontata, ma nemmeno la sua cessione è una certezza.
Situazione speculare per l’americano: Pulisic vive un momento di grande difficoltà in termini realizzativi — l’ultimo gol in campionato risale al 28 dicembre 2025 — e il suo futuro potrebbe legarsi proprio a quello di Leão. Difficile immaginare una doppia cessione eccellente nello stesso mercato, ma uno dei due potrebbe salutare Milanello. La società valuterà le offerte e la volontà dei diretti interessati.
Nkunku e Giménez: valutabili in caso di offerta adeguata
Christopher Nkunku e Santiago Giménez sono gli altri due nomi al centro delle riflessioni di mercato. Il francese era già stato sondato a gennaio e, in caso di proposta economicamente congrua, il Milan potrebbe decidere di cederlo. Per Giménez, il cui ultimo gol in Serie A risale addirittura al maggio 2025, pesa il precedente del mercato estivo scorso, quando era circolata l’ipotesi di uno scambio con Artem Dovbyk della Roma — operazione poi non concretizzatasi. Questo retroscena suggerisce che il messicano non sia considerato un elemento insostituibile nella progettazione tecnica del club.
Chi arriva? La parola d’ordine è qualità
Il punto cruciale, però, non è tanto chi parte quanto chi arriva. Cedere due o tre attaccanti senza sostituirli con profili di spessore sarebbe un errore strategico evidente. Il Milan ha bisogno di vere punte da area di rigore, giocatori capaci di garantire gol con continuità, di fare salire la squadra e di dare un’identità offensiva più marcata a un sistema che, sotto la guida di Allegri, ha privilegiato la solidità difensiva.
Va ricordato che né Leão né Pulisic sono centravanti per natura: entrambi esprimono il meglio di sé partendo dalle corsie o da posizioni arretrate rispetto alla porta avversaria. Il Milan ha bisogno di qualcuno che occupi stabilmente l’area, che faccia reparto e che converta le occasioni in gol.
Sul fronte interno, attenzione a Francesco Camarda: il giovane talento, attualmente in prestito al Lecce, rientrerà al termine della stagione e la società valuterà il suo inserimento graduale nella prima squadra. Un’altra opzione da monitorare riguarda un profilo aggregato al Milan Futuro, seguito con grande interesse dallo staff tecnico, che potrebbe avere spazio in prima squadra nella prossima annata.
La prossima stagione: triplice impegno e necessità di un attacco forte
Il 2026-27 sarà un anno spartiacque. Il Milan dovrà affrontare Serie A, Champions League e Coppa Italia con una rosa che non può permettersi di avere un reparto offensivo anemico. Gli investimenti — oculati ma decisi — saranno la chiave per costruire un Milan ancora più competitivo. La piazza è pronta, i tifosi sono entusiasti: ora tocca alla dirigenza costruire le basi per un attacco che torni a far paura agli avversari.






