Milan-Juventus 0-0: crisi offensiva rossonera, l’attacco non segna da mesi

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Milan-Juventus 0-0: un pareggio che pesa come una sconfitta

Il Milan e la Juventus si dividono la posta in palio con un 0-0 che lascia l’amaro in bocca ai tifosi rossoneri. Una partita povera di emozioni, quasi priva di occasioni degne di nota, con l’unico sussulto offensivo del Milan rappresentato da un palo e una traversa colpiti da Saelemaekers. Per il resto, il silenzio totale di un reparto avanzato che sembra aver smarrito completamente la via del gol.

Il risultato, in qualche modo, rispecchia fedelmente l’andamento delle ultime settimane: il Milan conquista punti grazie alla solidità difensiva — la migliore difesa del campionato — ma fatica enormemente a produrre gioco e occasioni nella metà campo avversaria. Nelle ultime due gare i rossoneri hanno raccolto quattro punti, ma con un solo gol all’attivo: quello di Rabiot nel successo contro il Verona.

I numeri dell’emergenza: gli attaccanti rossoneri a secco da troppo tempo

I dati statistici fotografano in modo impietoso la crisi del reparto offensivo milanista. Christian Pulisic ha raggiunto le 16 partite consecutive senza segnare, un record negativo preoccupante per un giocatore che fino a pochi mesi fa era tra i più prolifici della Serie A. Rafael Leão non trova la rete da due mesi, Christopher Nkunku da tre mesi, Niclas Füllkrug da quattro mesi e Santiago Giménez da circa un anno.

Un’emergenza che non riguarda un singolo giocatore ma l’intero reparto, e che mette in discussione le scelte tattiche, la gestione dell’organico e la pianificazione del mercato. Quando cinque attaccanti contemporaneamente attraversano un momento così negativo, le responsabilità vanno cercate a più livelli.

Allegri ammette: «Pulisic fuori ruolo, gli manca il centravanti»

Una delle ammissioni più significative della serata è arrivata proprio dall’allenatore Massimiliano Allegri, che ha riconosciuto apertamente come Pulisic stia soffrendo la collocazione tattica imposta dal sistema di gioco rossonero. Il 3-5-2 adottato dal Milan penalizza l’americano, che non è strutturalmente adatto a quel modulo e che, per sua stessa natura, ha bisogno di un centravanti di riferimento accanto a sé.

Allegri ha anche sottolineato la grande sensibilità del giocatore, un elemento che incide sul blocco mentale che l’ex Chelsea sta vivendo. Ma al di là della psicologia individuale, il nodo tattico-strutturale rimane: senza un prima punta di qualità, Pulisic non rende al massimo. E questo, a conti fatti, è un problema che affonda le radici nelle scelte di mercato.

La questione mercato: perché non è arrivato un centravanti?

La domanda che aleggia nell’ambiente rossonero è diretta e scomoda: perché a gennaio non è stato acquistato un centravanti? Se Allegri stesso ammette che Pulisic ha bisogno di un riferimento offensivo, e se lo stesso problema era evidente già da mesi, la mancata risposta sul mercato invernale appare difficile da giustificare.

Füllkrug, l’acquisto estivo pensato per rinforzare l’attacco, non ha saputo imporsi: il centravanti tedesco non ha trovato continuità né incisività, deludendo le aspettative. Con Santiago Giménez lontano dalla sua migliore condizione, il Milan si ritrova senza un vero terminale offensivo in grado di fare la differenza nei momenti che contano.

Leão: il numero 10 cerca la scintilla perduta

Capitolo a parte merita Rafael Leão. Il portoghese, che in passato ha fatto innamorare San Siro con le sue accelerazioni e i suoi dribbling in velocità, sembra aver perso brillantezza e fiducia. Non riesce più a saltare l’uomo con la consueta facilità, gli allunghi sono scomparsi e le conclusioni in porta raramente centrano il bersaglio. L’unica nota positiva nella serata contro la Juventus è stato un assist smistato verso Saelemaekers, che però non ha trovato il guizzo vincente.

Il talento di Leão è indiscutibile e i tifosi rossoneri sanno bene di che pasta è fatto: la fiducia in lui rimane intatta, nella speranza che il finale di stagione — seppur breve — possa riaccendere la sua luce.

La classifica: sei punti alla Champions, il traguardo è ancora raggiungibile

Nonostante le difficoltà offensive, il Milan si trova a sei punti dalla zona Champions League, con quattro partite ancora da disputare e quindi 12 punti ancora in palio. La matematica è ancora favorevole, e qualora Roma e Napoli dovessero inciampare nelle prossime giornate, i rossoneri avrebbero tutte le carte in regola per centrare l’obiettivo stagionale.

La solidità difensiva resta il punto di forza su cui Allegri può fare affidamento: incassare pochi gol permette al Milan di restare in corsa anche quando l’attacco non gira. Ma per ambire a traguardi più importanti — nella prossima stagione — quella stessa fase offensiva dovrà essere profondamente rivista e rinforzata.

Il finale di questa stagione è l’occasione per chiudere al meglio un percorso imperfetto: il quarto posto sarebbe comunque un risultato concreto, e il Milan ha tutte le qualità per arrivarci. Con la testa giusta e la difesa che non tradisce mai, i rossoneri possono ancora togliersi qualche soddisfazione.

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