Milan-Bologna, 2-4. Figuraccia di prima classe.

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Cosa rende una sconfitta una figuraccia di prima classe? Cosa c’è peggio di perdere in casa con un avversario sulla carta inferiore a te? Semplice, basta aggiungerci un gioco inesistente e una prestazione complessiva imbarazzante.

Milan-Bologna è quella classica partita in cui funziona poco o nulla, con una squadra incapace di gestire una partita e priva di carattere.

Primo Tempo: errori difensivi e altalena di gol

L’inizio è caratterizzato da errori difensivi non indifferenti da entrambe le parti. Musah perde un pallone a ridosso dell’area di rigore, e il Bologna arriva a mettere un pallone in mezzo che Mbangula butta in porta, a causa di una dormita generale della difesa. Errore simile dall’altra parte, con Theate che regala di fatto il pallone a Cisse, che da pochi metri pareggia i conti.

Poi la partita si stabilizza, per i successivi 15 minuti il ritmo si abbassa e le occasioni diventano sempre più rare. Fino a quando Tomori non recupera un pallone bruciando sul tempo Theate, mettendolo in mezzo con Cisse che deve solo buttarlo in porta.

Il Milan sfrutta l’inerzia per provare ad alzare il ritmo di gioco. Ma si tratta solo di un leggero miglioramento rispetto a quanto visto fra i 2 gol dei rossoneri. L’unica occasione creata è un tiro di Jashari che finisce fuori. Per il resto i padroni di casa, pur pressando e provando a spingere, non riescono ad essere pericolosi. Riescono comunque a limitare il gioco del Bologna, che non riesce più ad entrare in area di rigore per tutto il resto del 1° tempo. Alla fine, il parziale dice 2-1 Milan.

Secondo Tempo: il disastro si consuma

Al rientro in campo, il Milan non c’è. Nessuna delle due squadre crea occasioni da rete, ma quella di Palladino tiene di più il possesso e arriva più volte in area. Il disastro si concretizza nel giro di 2 minuti, nei quali prima uno sfortunato autogol di Diawara, poi un secondo gol di Mbangula su un’altra dormita difensiva del Milan, portano il Bologna in vantaggio.

Il copione vorrebbe una risposta dei ragazzi di Amorim, ma la verità è che i padroni di casa non sembrano sapere come attaccare. Non ci sono giocatori che provano la giocata o che provano a sfondare al centro. Quando si arriva sulle fasce nessuno riesce a mettere un buon pallone in mezzo.

La partita va avanti, ma le occasioni non ci sono. I tentativi del Milan sono azioni copia-incollate in cui si tentano cross inefficaci. Uno di loro riesce giusto ad arrivare sulla testa di Camarda, che però non riesce a spedire la palla in porta. La partita finisce con il terzo gol di Mbangula, che fissa il risultato su un umiliante 2-4. Anche in questa circostanza, la difesa del Milan non è pervenuta.

Conclusioni: serve intervenire a gennaio

Questa gravissima sconfitta non è figlia di una netta inferiorità rispetto al proprio avversario. Il Milan non andrà da nessuna parte finché non si farà qualcosa per le disastrose lacune tattiche e tecniche che costellano la rosa Rossonera. Vedremo se a gennaio si interverrà o si preferirà voltarsi da un’altra parte.

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