Il Milan cerca un nuovo dirigente: Cardinale vuole rafforzare l’area tecnica
In casa Milan cresce la consapevolezza che l’attuale struttura dirigenziale abbia bisogno di un innesto importante. Gerry Cardinale, patron di RedBird Capital e proprietario del club rossonero, avrebbe manifestato la propria insoddisfazione per alcune dinamiche legate alla gestione del mercato estivo, che non avrebbero soddisfatto pienamente le sue aspettative. Da qui nasce l’esigenza concreta di inserire nell’organigramma una figura di esperienza nel mondo del calcio, che possa supportare lo staff tecnico e guidare con maggiore incisività le operazioni di mercato.
Si tratta di un tema che si trascina da settimane, ma che nelle ultime ore sembra aver preso una direzione sempre più definita. L’obiettivo dichiarato è quello di avere questa nuova figura operativa prima dell’apertura della finestra di mercato invernale di gennaio, così da poter pianificare per tempo gli interventi necessari a completare e puntellare la rosa a disposizione di Ruben Amorim.
Le criticità del mercato estivo: cosa non ha convinto Cardinale
Dietro questa decisione ci sono alcune situazioni concrete che avrebbero lasciato l’amaro in bocca alla proprietà. Sul fronte delle cessioni, il Milan non è riuscito a monetizzare dai giocatori considerati in esubero: mettere un calciatore fuori rosa, pur essendo a volte una scelta necessaria, porta inevitabilmente a una svalutazione del cartellino, rendendo quasi impossibile ottenere cifre congrue dal mercato. Un esempio su tutti: Fikayo Tomori, dato per uscente, è stato alla fine reintegrato in rosa proprio perché non sono arrivate offerte adeguate.
Sul fronte degli acquisti, invece, il Milan avrebbe perso almeno un obiettivo prioritario per la trequarti — un profilo individuato come ideale per completare il reparto offensivo — che alla fine è finito al Borussia Dortmund a causa di una trattativa gestita con eccessiva lentezza. Situazioni simili, secondo quanto riportato, non avrebbero convinto Cardinale sull’efficacia dell’attuale modello organizzativo in area sportiva.
Il profilo cercato: DS tradizionale o Head of Football?
La figura che il Milan sta cercando potrebbe assumere diverse forme: un Direttore Sportivo nel senso più classico del termine, oppure un Head of Football, ovvero un responsabile dell’intera area calcistica con poteri più ampi e trasversali. In entrambi i casi, si tratterebbe di qualcuno con esperienza diretta nel calcio europeo ad alto livello, capace di dialogare con i migliori agenti, club e istituzioni internazionali.
Stando alle indiscrezioni, il Milan starebbe guardando prevalentemente all’estero per questa figura: è probabile, quindi, che non si tratti di un profilo italiano. Va distinta questa ricerca da quella relativa a James Fontanella Cano, che rappresenta una figura diversa, con un ruolo più istituzionale — probabilmente legato alla gestione dei rapporti con le istituzioni italiane e straniere e con i media — il cui inquadramento preciso è ancora in fase di definizione.
Krösche in pole, ma la situazione è aperta
Tra i nomi circolati con più insistenza c’è quello di Markus Krösche, attuale Direttore Sportivo dell’Eintracht Francoforte. Il dirigente tedesco ha costruito una solida reputazione nel calcio europeo, dimostrando grande capacità di valorizzazione dei giocatori e di costruzione di rose competitive. Tuttavia, la sua posizione nel club tedesco non è ancora definita: di recente si è tenuto un vertice interno all’Eintracht per fare chiarezza sul suo futuro, ma al momento non sono emersi segnali netti di una sua imminente uscita.
Krösche resta dunque un nome caldo, ma non è il solo sul taccuino del Milan. La rosa dei candidati sarebbe più ampia, con profili provenienti da diversi campionati europei. La cosa certa — e questa sembra la vera priorità — è che il Milan vuole chiudere questa operazione il prima possibile, approfittando magari della pausa per le nazionali per accelerare le trattative a bocce ferme, lontano dalla pressione del calendario.
Un rafforzamento che guarda al futuro
Come sottolineato anche dall’uscita di Giorgio Furlani dal CdA del Milan, il club sta attraversando una fase di ridefinizione del suo assetto dirigenziale. Inserire un nuovo responsabile dell’area sportiva sarebbe il completamento logico di un processo di ristrutturazione che punta a dotare il Milan di strumenti all’altezza delle ambizioni di RedBird. Un dirigente esperto al fianco di Amorim potrebbe fare la differenza non solo a gennaio, ma nell’intera programmazione a medio-lungo termine del club.




