Milanello lavora a pieno regime: squadra al completo, nessun infortunio
La macchina rossonera è in moto. Questa mattina, alle 11:30, l’AC Milan ha svolto la sessione di allenamento a Milanello in vista dell’esordio in Europa League contro il Benfica, in programma domani sera a San Siro. La notizia più bella per i tifosi arriva subito: tutta la rosa era presente, nessun infortunio da segnalare. Un segnale di salute fisica che alimenta l’ottimismo alla vigilia di una partita che può segnare l’inizio di un cammino europeo ambizioso.
Nell’area degli spogliatoi, vicino alle vetrate della palestra, erano presenti anche Thiago Estevão e Bobby Gardin, mentre lo staff tecnico di Ruben Amorim era regolarmente al lavoro sul campo. I portieri si allenavano su un campo adiacente. L’atmosfera, stando alle immagini riprese durante la sessione, era serena: sorrisi, qualche momento di leggerezza tra i compagni, il segno di un gruppo che lavora con la giusta concentrazione ma senza tensioni eccessive.
Amorim: «È impossibile vincere con solo 11 o 14 giocatori»
In conferenza stampa, il tecnico portoghese ha affrontato uno dei temi più dibattuti di questo avvio di stagione: la gestione delle rotazioni. Con un calendario fitto di impegni — si gioca ogni tre giorni — Amorim ha spiegato con chiarezza la propria filosofia: «Abbiamo troppe partite, non possiamo giocare sempre con lo stesso undici. Ogni allenatore ha in mente un’idea generale della propria squadra, ma è impossibile vincere le competizioni contando solo su 11 o 14 giocatori».
Il tecnico ha poi aggiunto: «L’idea non è avere una formazione fissa, ma un’identità precisa in cui ogni giocatore possa giocare senza che la squadra perda troppe qualità. Per questo motivo non vedrete mai la stessa formazione giocare partita dopo partita: ci saranno sempre due o tre cambi per la mole di impegni». Un messaggio chiaro, che riguarda la gestione intelligente della rosa in una stagione lunghissima e piena di impegni.
Amorim ha anche risposto a chi lo critica per alcune scelte di formazione ritenute discutibili: «Io non sono pazzo da voler scegliere la formazione peggiore per riuscire poi a modificarla in corso d’opera. Faccio delle scelte, posso anche sbagliare, ma cerco sempre di fare le scelte migliori». Parole che mostrano la consapevolezza del mister, capace di correggersi in corsa — come già dimostrato nelle ultime partite — ma anche di assumersi la responsabilità delle proprie decisioni.
Il caso Modrić: risorsa, non problema
Uno dei temi più discussi nelle ultime ore riguarda il ruolo di Luka Modrić nel sistema di Amorim. Dopo il pareggio contro la Lazio, il tecnico aveva sottolineato come con il centrocampista croato in campo il Milan possa esprimere al meglio il proprio gioco di possesso e controllo del pallone, ma che nei momenti di maggiore intensità fisica o pressing alto, il 41enne faccia più fatica.
Amorim, però, ha sgombrato il campo da qualsiasi equivoco: Modrić non è un problema, è una risorsa. «È un giocatore di grande esperienza, ex Pallone d’Oro, che sa di non poter giocare tutte le partite o tutti i minuti, specialmente a 41 anni. Sa anche lui che in alcuni match dovrà giocare meno o riposare». La gestione del campione croato sarà dunque oculata, valorizzandone le qualità nei contesti più adatti alla sua fisicità attuale.
Nessun obiettivo minimo: «Vogliamo vincere l’Europa League»
Il passaggio più significativo della conferenza stampa di Amorim è stato quello relativo agli obiettivi stagionali. Il tecnico portoghese non ha usato mezze misure: «Nei grandi club, e il Milan è un club enorme, non esiste un obiettivo minimo. Qualsiasi risultato diverso dalla vittoria viene considerato un fallimento. In Portogallo è la stessa cosa: il Benfica deve vincere l’Europa League, tutto il resto è insufficiente».
Una dichiarazione di intenti forte, che si sposa perfettamente con la visione di chi guarda il tabellone di questa Europa League: tra le protagoniste più accreditate figurano il Benfica, le tre squadre inglesi, il Bayer Leverkusen e proprio il Milan. Non ci sono le corazzate della Champions League — Real Madrid, Manchester City, PSG, Bayern Monaco, Barcellona — e questo rende la competizione assolutamente alla portata dei rossoneri. Perché non sognare in grande, allora?
L’obiettivo di Amorim è semplice: vincere la prossima partita, poi la successiva, senza porsi limiti. Un approccio mentale che — unito alla qualità di una rosa con ancora tanto potenziale inespresso — può fare del Milan uno dei protagonisti assoluti di questa edizione del torneo. L’esordio contro il Benfica è il primo passo di questo percorso.




