Il nuovo Milan è pronto a cominciare
Domani sera, alle 20.45, i rossoneri debutteranno in campionato all’Olimpico Grande Torino contro la squadra di Ignazio Abate e Rúben Amorim, alla vigilia, ha presentato una squadra ancora in costruzione ma con un obiettivo già dichiarato: tornare a lottare per lo scudetto.
Il tecnico portoghese, nella sua prima conferenza stampa alla vigilia di una partita ufficiale di Serie A, ha però invitato tutti a non aspettarsi immediatamente il Milan definitivo. «Più che vedere la prima squadra di Ruben Amorim, sarà importante vedere una squadra da Milan», il concetto espresso dall’allenatore, che chiede ai suoi di ragionare come gruppo e di costruire progressivamente una nuova identità.
«Vogliamo più possesso e diventare una famiglia»
La strada è tracciata: un Milan più padrone del pallone e capace di imporre i propri principi. «Vogliamo avere più possesso palla», ha spiegato Amorim, aggiungendo che il processo richiederà tempo. L’obiettivo immediato è costruire una squadra, una «famiglia», senza pretendere di vedere già domani il prodotto finale del lavoro iniziato in estate.
Eppure, quando si parla di ambizioni, il tecnico non si nasconde. «L’obiettivo del Milan dev’essere sempre quello di vincere lo Scudetto», ha detto Amorim, pur riconoscendo che oggi esiste ancora distanza dall’Inter. Una valutazione realistica, accompagnata però dalla convinzione che il Milan possa battere qualsiasi avversario.
Torino, subito un esame vero
Il debutto contro il Torino rappresenta dunque un primo banco di prova. Amorim ha voluto spostare l’attenzione dalla propria squadra all’avversario, arrivando a definire il Torino «il miglior club del mondo» in chiave motivazionale: i granata, secondo il tecnico, nella passata stagione hanno affrontato le grandi con personalità, mentre hanno avuto maggiori difficoltà contro le squadre sulla carta inferiori.
Una sfida particolare anche per il nuovo allenatore del Torino, Ignazio Abate, alla sua prima stagione in Serie A e chiamato subito ad affrontare il club nel quale ha costruito una parte importante della propria carriera.
Leão non ci sarà
La notizia più importante sul fronte della formazione riguarda Rafael Leão. Amorim ha confermato che l’attaccante portoghese non sarà disponibile: «È infortunato, non si sta allenando e domani non sarà a disposizione».
Una situazione che inevitabilmente si intreccia anche con le voci di mercato che continuano a circolare attorno al portoghese, ma Amorim ha preferito non alimentare il caso: alla vigilia dell’esordio, la priorità è il Torino.
Assenti, oltre a Leão, anche Santiago Gimenez e Christian Pulisic, mentre Matteo Gabbia è recuperato.
Moreira pronto a debuttare
Tra le novità più attese c’è Diego Moreira, arrivato nelle ultime settimane e subito inserito nei piani del nuovo tecnico. Amorim ha chiarito anche la posizione tattica del portoghese: sarà utilizzato soprattutto come quinto di centrocampo, ruolo nel quale l’allenatore lo vede meglio.
Una scelta che racconta anche la trasformazione tattica del Milan targato Amorim, costruito attorno a un sistema nel quale gli esterni hanno un ruolo fondamentale.
Cissé sorprende, Gabbia è il simbolo
Tra i giovani che hanno impressionato il tecnico durante la preparazione c’è Cissé. Amorim ha ammesso di apprezzarlo molto, scherzando sul rischio che il ragazzo possa «montarsi la testa» dopo i complimenti pubblici.
Ma la definizione più significativa è arrivata per Matteo Gabbia. Per Amorim, il difensore rappresenta «al meglio i valori del Milan», per il modo di comportarsi, parlare e allenarsi. Un’investitura importante per un giocatore cresciuto nel vivaio rossonero e destinato ad avere un ruolo significativo nella nuova squadra.
Chukwueze e la nuova identità
Amorim ha parlato anche di Samuel Chukwueze, considerato un possibile interprete del ruolo di quinto. Il nigeriano, secondo il tecnico, possiede lo spirito necessario per sacrificarsi anche in fase difensiva, pur non essendo ancora il classico esterno a tutta fascia del calcio italiano. La prestazione contro il Manchester United ha però fornito indicazioni incoraggianti.
Il primo Milan di Amorim, dunque, parte da Torino con tante domande ancora aperte, una rosa in evoluzione e diversi giocatori da collocare nel nuovo sistema. Ma con una certezza: l’allenatore non vuole un Milan attendista.
La prima risposta arriverà dal campo. Domenica sera, alle 20.45, il nuovo Milan comincia la sua stagione contro il Torino. E Amorim ha già fissato l’asticella: lo scudetto.



