Krösche al Milan: il ‘re delle plusvalenze’ per guidare il progetto sportivo rossonero

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Mentre si definiscono gli ultimi dettagli per l’arrivo di Ruben Amorim in panchina, il Milan lavora parallelamente alla ricostruzione della struttura dirigenziale. E il nome più caldo in questo momento è quello di Markus Krösche, attuale responsabile dell’area sportiva dell’Eintracht Francoforte.

Chi è Markus Krösche e perché il Milan lo vuole

Tedesco, 45 anni, Krösche è considerato uno dei dirigenti sportivi più brillanti d’Europa. Il soprannome che si è guadagnato nel settore è eloquente: «il re delle plusvalenze». Il suo metodo di lavoro si basa su dati, algoritmi, big data e software avanzati per l’identificazione di talenti inespressi o giocatori da rilanciare dopo stagioni difficili.

I risultati parlano chiaro. Durante le sue esperienze al RB Lipsia e all’Eintracht Francoforte, Krösche ha costruito operazioni di mercato straordinarie. Tra i casi più emblematici:

  • Kolasinac, acquistato a parametro zero e rivenduto per circa 95 milioni di euro;
  • Marquinhos, preso a costo zero e ceduto per circa 75 milioni al Paris Saint-Germain;
  • Koundé, pagato 30 milioni e venduto per 95 milioni al Liverpool;
  • Pació, acquistato per 13 milioni e ceduto al PSG per 40 milioni.

Al Lipsia ha inoltre valorizzato giocatori come Christopher Nkunku, Dani Olmo e Christoph Baumgartner, tutti nomi che il mercato europeo conosce bene.

L’accordo tra Cardinale e Krösche: a che punto siamo

Secondo le informazioni circolanti, esiste già un accordo di massima tra Jerry Cardinale e Krösche a livello individuale. Il nodo da sciogliere riguarda la cifra necessaria per liberarlo dall’Eintracht Francoforte, con cui il dirigente tedesco è ancora sotto contratto. Le trattative sono in fase avanzata e la fumata bianca sembra vicina.

Come già anticipato nelle ultime settimane, Krösche sarebbe destinato al ruolo di direttore tecnico, con supervisione sull’intero reparto calcio.

Timmo Hardung come direttore sportivo: il tandem tedesco

Al fianco di Krösche dovrebbe arrivare anche Timmo Hardung, 36 anni, figura emergente del management calcistico europeo. Hardung ha già lavorato con Krösche all’Eintracht e conosce perfettamente il metodo e la filosofia del suo superiore. La loro sinergia consolidata è un valore aggiunto concreto per il Milan.

Il profilo della nuova dirigenza rossonera si fa sempre più chiaro: struttura tecnica prevalentemente tedesca, con un allenatore portoghese in panchina. Un mix internazionale che riflette la visione di RedBird Capital Partners e del suo fondatore Jerry Cardinale per il futuro del club.

Il modello RedBird: plusvalenze, dati e talenti da valorizzare

Il progetto che si sta delineando a Casa Milan ha una filosofia precisa: acquistare talenti undervalued, valorizzarli e cederli ad alto prezzo, generando plusvalenze significative. Un modello simile al cosiddetto approccio Moneyball, già ampiamente discusso in relazione alle strategie di RedBird.

Questo non significa rinunciare alla competitività: significa costruire un club sostenibile, strutturato e capace di esprimere calcio di qualità anche attraverso la valorizzazione dei propri asset. Con Krösche alla guida del mercato e Amorim in panchina, i presupposti per una stagione 2026/27 di alto livello ci sono tutti.

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